Longiano, l’omicidio di via Felloniche: “Non avrebbe fatto male una mosca”. La spirale della droga, il cambiamento di Daniele

«Per come lo conoscevo io, non avrebbe fatto male una mosca, era un bonaccione. Quando abbiamo saputo cosa ha fatto ci siamo rimasti tutti malissimo». Questa è una delle voci che emergono dal magazzino dove lavorava Daniele Sartini, arrestato mercoledì con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Dopo avere collaborato con il padre al chiosco davanti a “Le Felloniche”, dal 2024 lavorava come magazziniere in un’azienda, ma era stato licenziato tra luglio e agosto di quest’anno, a causa di una serie di problematiche legate al suo comportamento sul posto di lavoro: «Fino a poco tempo fa avevamo un buon rapporto con lui, al punto che si era anche guadagnato un contratto a tempo indeterminato - raccontano dalla segreteria della sua azienda -. Poi, verso la fine dell’anno scorso, avevamo notato un cambiamento nel suo comportamento. Abbiamo pazientato qualche mese, ma dopo una serie di gravi infrazioni abbiamo dovuto licenziarlo».

L’ufficio non ha specificato la natura di queste infrazioni o le cause del cambio di atteggiamento di Daniele, che sono però in parte emerse dal racconto di un collega di magazzino: «Con me è sempre stato corretto, il lavoro me lo ha trovato lui. Aveva avuto alcune discussioni con un altro collega ma non era un tipo violento, non l’ho mai visto alzare un dito su nessuno. Debiti ne aveva, di droga e solo con la vittima, che era il suo spacciatore. Non l’ho mai visto che la assumesse, ma si sapeva facesse uso di cocaina e che per procurarsela avesse delle cattive frequentazioni. Chissà di fronte a cosa si era trovato per arrivare ad uccidere. Secondo me, si beccherà 30 anni, ma non è uno in grado di reggere la prigione».

Non sembra che avesse invece debiti di gioco, anche se il suo volto è noto all’interno di alcuni tavoli da poker e nei circoli delle scommesse sportive, che pare frequentasse abitualmente da anni.

Intanto, nella comunità longianese c’è sconcerto per il delitto e a farsene interprete è il sindaco: «È un episodio gravissimo che ha toccato nel profondo tutta la comunità di Longiano e non solo - afferma Mauro Graziano - non siamo decisamente abituati a fatti di cronaca nera di questa portata. Le persone al centro della cronaca sono poco conosciute, forse perché non frequentavano affatto la comunità longianese e ruotavano su altre località. In tutta questa vicenda emerge poi forte la soddisfazione che di fronte a simili crimini le nostre forze dell’ordine e la Magistratura hanno saputo dare prova di assoluta efficienza, perché hanno risolto tutti i contorni della questione in poche settimane. Questo ci dà tranquillità e sicurezza per il futuro».

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