La sorpresa di resti e del sotterraneo di un edificio del ‘500. Sono partiti da alcuni giorni i lavori nel giardino Bianchi in via Porta del Girone. Nell’area verde comunale, due anni fa, si aprì una voragine e ora durante la sistemazione è stato rinvenuto, a sorpresa, una scala di 20 gradini e i locali cantina.
Longiano, dalla voragine del giardino pubblico alluvionato spuntano i resti di un palazzo del Cinquecento
Edificio demolito
Il palazzo Bianchi-Manzi, sorgeva in quello che è oggi il giardino pubblico. Si trattava di una dimora nobiliare alta due piani fuori terra, costruita in mattoni con un portale d’accesso con arco. Il palazzo seguiva l’andamento della strada in salita e quindi, nella parte verso la via Porta del Girone, c’erano tre piani con accesso diretto dalla strada. Al piano terra vi erano i locali di servizio, mentre il piano nobile era ubicato al piano primo, con vani alti e un terzo piano adibito a camere. Il retro dell’edificio era costruito sulla cinta muraria del castello di Longiano. L’originaria proprietà del palazzo era la famiglia nobiliare dei conti Manzi. Il più illustre personaggio della casata è stato monsignor Francesco Maria Manzi (nato a Longiano nel 1694, e morto ad Avignone nel 1774), arcivescovo e Pro-legato del Papa ad Avignone. A Longiano la sua famiglia ha posseduto per secoli il grande palazzo. Poi è subentrata la famiglia Bianchi, due fratelli fotografi, che nel grande palazzo ospitavano 11 famiglie. Purtroppo trovandosi in cima al borgo storico e vicino alla caserma dei carabinieri venne bombardato durante l’estate del 1944. Negli anni ‘60 i resti furono abbattuti e al suo posto il Comune ha creato un giardino verde pubblico.
Il ritrovamento
Due anni fa, durante l’alluvione di maggio, nel giardino si era creato un cratere e quindi è stato chiuso al pubblico. Poi si è deciso il recupero del giardino, attingendo a 100mila euro da Fondi Pnrr per l’alluvione, salvo poi affiorare i resti di 5-6 scalini sotto il piano campagna. Quindi l’amministrazione comunale ha coinvolto la Soprintendenza, che è venuta a fare i sopralluoghi e ha ricondotto i resti al ‘500. A quel punto il Comune di Longiano ha deciso di aggiungere ulteriori 50mila euro dal proprio bilancio per crearci sopra un gazebo in vetro trasparente per poter ammirare la scala e la grotta, che rimarranno visibili ma chiuse, salvo visite particolari. Incaricata dei lavori alla ditta Antonini di Sarsina, direttrice dei lavori Giovanna Giuccioli che già ha seguito il recupero di alcune grotte ipogee a Santarcangelo di Romagna.
Il sindaco
«Un intervento atteso e ancora più significativo alla luce di quanto emerso lo scorso anno – afferma il sindaco di Longiano, Mauro Graziano –. Un ritrovamento di grande valore storico e culturale, emerso nel corso delle operazioni di restauro della cavità ipogea presso il giardino ex palazzo Bianchi. Gli scavi hanno portato alla luce l’ingresso alle antiche cantine di un palazzo nobiliare appartenuto al conte Manzi. Continueremo a lavorare con attenzione per valorizzare e preservare questo patrimonio, con l’obiettivo di renderlo accessibile a tutta la cittadinanza».