Longiano, lupi tra le case: i consigli per conviverci

Longiano, lupi tra le case: i consigli per conviverci
I lupi a Montilgallo

Lupi spregiudicati: sono sempre più vicini alle case e alla via Emilia e ormai li si può incontrare anche in pieno giorno. L’ultimo caso clamoroso risale a due pomeriggi fa, quando un piccolo branco si è aggirato attorno alle case della frazione di Montilgallo di Longiano, al confine col territorio savignanese.
È una questione di cui parlano tutti sulle colline del Rubicone. Un tempo i lupi erano rari e li poteva scorgere solo di notte, in montagna o comunque in alta collina, per esempio a Sogliano e Perticara. Da mesi stanno invece facendo danni a Roncofreddo e Montiano, dove hanno attaccato greggi e animali da cortile. Ma ultimamente si stanno spingendo ancora più a valle, a Longiano e anche sulle colline savignanesi.
A Montilgallo sono stati visiti e fotografati mentre attraversavano pacifici la strada provinciale, rasentando le case. Una scena che ha lasciato allibiti vari testimoni e in pochi minuti la segnalazione ha fatto il giro dei gruppi social e delle chat del controllo del vicinato.
Il quartiere si interroga
Il Consiglio di frazione n.1 Longiano capoluogo-Felloniche-Montilgallo si sta attivando, dopo che era già stato messo sul chi va là da un capriolo azzannato da un lupo e trovato il 29 gennaio vicino alla “Toto Arredamenti”, a due passi dal borgo di Longiano. Il presidente Leonardo Orlandi riferisce che la questione verrà inserita nell’ordine del giorno del primo Consiglio che si riunirà. Poi aggiunge che «in quella occasione rinfrescheremo anche il discorso sul controllo del vicinato. perché sta lavorando bene. E la chat è stata utilizzata anche per segnalare gli episodi dei lupi».
Il sindaco
Anche l’amministrazione comunale è attenta al problema, ma può fare poco oltre a fornire informazioni: «Mi sono sentito con il Servizio veterinario dell’Ausl – dice il sindaco Ermes Battistini – che invita alla calma, in quanto il lupo non attacca le persone ma solo gli animali. È assodato che la zona di operatività di questi animali si sta spostando in pianura e dovremo conviverci sempre di più. Sono protetti e non possono essere fermati. La Regione nei mesi scorsi ha anche diramato vari consigli su come è meglio comportarsi per minimizzare gli effetti collaterali. Per esempio, ci viene detto che le reti delle recinzioni vanno interrate almeno per 50 centimetri, altrimenti il lupo riesce a scavare e passarci sotto. E si invitano i cittadini a non lasciare cibo o carne cruda in giro, perché l’odore arriva all’olfatto del lupo».
Il Servizio regionale Agricoltura, caccia e pesca è molto chiaro: «La specie oramai è diffusa e stabilmente presente anche in aree di bassa collina e pianura, anche nei pressi delle abitazioni. Facile prevedere predazioni su animali da cortile e da affezione». Pericoli più specifici li corrono gli allevatori, che vengono invitati a una «vigilanza attiva sulle greggi, utilizzando almeno tre cani di razza mastino-maremmano-abruzzese», con l’avvertenza di «non alimentarli con carne cruda proveniente dagli animali allevati». L’installazione di «dissuasori acustici» è un altro accorgimento consigliato.

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