Longiano, il pozzo di Garibaldi e Anita riemerge dal passato

Garibaldi e il pozzo dove si fermò ad abbeverare i cavalli. Grazie ad una ricerca storica messa in moto in occasione della rinascita della Villa Margherita, a Montilgallo, la storia cittadina si arricchisce di un ulteriore tassello.

L’eroe dei due mondi in fuga

Giuseppe Garibaldi, con al fianco l’amata Anita Riberio da Silva, più nota semplicemente come Anita, il 9 febbraio 1849 partecipò alla proclamazione della Repubblica romana. L’impresa non durò a lungo e, cambiate le sorti del conflitto, con un abile mossa, Garibaldi riuscì ad uscire dalla città con alcuni uomini, mentre due eserciti nemici, quello quello austriaco e quello papalino, si lanciarono al suo inseguimento. Con Garibaldi c’erano anche il cappellano Ugo Bassi e l’amico romano Ciceruacchio. La fuga continuò attraverso mezza penisola italica. Garibaldi, a un certo punto, riparò a San Marino, paese neutrale, e nottetempo continuò la fuga guadando il fiume Marecchia. Poi attraversò, nell’ordine, Sogliano, Roncofreddo, Longiano e Gatteo per andare ad imbarcarsi a Cesenatico, con la volontà di approdare a Venezia.

A Longiano lambì il paese, dopodiché passò dalla località di Montilgallo per raggiungere e attraversare la via Emilia. A ricordo di quel famoso passaggio, avvenuto il 1° agosto 1849, nel territorio longianese rimangono ancora un monumento nella zona della rotonda accanto al Peep di Monte Paradiso, una lapide all’incrocio tra via IV Novembre e via Decio Raggi e un cippo a Montilgallo

La ricerca storica

Nei mesi scorsi, la splendida Villa Margherita a Montilgallo è risorta a nuova vita, grazie al gruppo Conad-Cia, che dopo averla acquistata l’ha affidata a una nuova gestione, che prevede un uso aperto al pubblico. Sono stati creati un moderno relais con camere al primo piano e il ristorante “Il Sambuco” al piano terra, circondati da un parco verde con piscina. Per rilanciare la struttura è stata organizzata una presentazione pubblica comprensiva di una ricerca storica sul luogo. È stato così che da alcune testimonianze è riemerso un pezzetto di storia cittadina.

Il pozzo

Sulla strada provinciale accanto all’area di Villa Margherita c’è un antico pozzo. Nel corso delle ricerche storiche, sono emerse alcune testimonianze, tramandate per via orale, che hanno riportato alla luce un episodio ricco di fascino: la fermata del gruppo dei garibaldini in fuga, con Anita e Giuseppe Garibaldi in testa. La colonna si fermò al pozzo di via Montilgallo ad abbeverare i cavalli.

Il 200° di Anita

Visto che quest’anno è il bicentenario dell’eroina Anita, nata il 30 agosto 1821 a Laguna, nello Stato di Santa Catarina in Brasile, e la data verrà festeggiata in tutto il Sud America tra Brasile e Italia sono già in corso fitti contatti, anche grazie al progetto internazionale “Una rosa per Anita”, promosso dal museo Renzi e dai Comuni di Sogliano e Borghi.

In questo contesto, il pozzo può diventare un altro luogo di forte simbologia. Anche perché il 4 agosto, tre giorni dopo essersi fermata al pozzo, Anita morì a Mandriole, nel Ravennate: là a Montilgallo fu quindi una delle ultime volte che qualcuno la vide.

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