Longiano: i tamponi al posto del green pass ora li paga l’azienda

Dietrofront sul caso tamponi alla Suba Seeds. Non saranno (per ora) i lavoratori non vaccinati a doversi pagare i tamponi ogni 72 ore per poter regolarmente entrare in azienda a lavorare. Ma dei costi degli stessi si farà carico l’azienda in attesa che dalle contrattazioni in corso con Confindustria a livello nazionale e dalle conseguenti normative di legge varate dal Governo, arrivi un chiarimento netto su tutte le questioni inerenti la “carta verde” anti covid.

La Suba Seeds lo ha comunicato ai sindacati con una lettera. Una decisione “unilaterale” presa dall’azienda della quale per ora… «Non posiamo che prendere atto e che non può che lasciarci lasciarci contenti, aspettando di incontrare l’azienda di nuovo e delle leggi che matureranno strada facendo» spiegano dalla Uil regionale ai margini dell’incontro con il proprio segretario nazionale Bombardieri avvenuto ieri a Cesenatico.

Il caso aveva preso vita nelle scorse settimane. All’interno della Suba Seeds, azienda longianese del comparto sementiero che vanta circa 180 dipendenti, la statistica è all’incirca quella di tutti gli altri ambienti di lavoro a livello nazionale, sanità compresa. La media (in Emilia Romagna) di persone che non si sono vaccinate conto il Covid nemmeno con una prima dose è attorno al 7% del totale. Sono una ventina circa dunque i lavoratori senza alcun tipo di green pass e grosso modo la metà si era rivolta a Cgil, Cisl e Uil lamentando di non poter entrare al lavoro in ambiente chiuso se non a fronte di almeno un tampone negativo da eseguire ogni tre giorni. La Suba Seeds aveva messo a disposizione dei lavoratori una convenzione con una farmacia per ricevere il tampone. La lamentela dei dipendenti era legata al fatto che i costi del tampone dovevano essere a loro carico.

La vicenda aveva messo in contatto sindacati ed azienda che si sono messe attorno ad un tavolo. Cgil, Cisl e Uil avevano posto alcune domande all’azienda che si era presa tempo per rispondere. Una delle richieste era quella di non far pagare i tamponi ai lavoratori. Il successivo incontro è saltato: ma mentre in Regione dal Gruppo misto era anche stata avanzata una interrogazione per chiedere conto al presidente Bonaccini del caso e di quante aziende si trovassero in Emilia Romagna nelle medesime condizioni, la Suba Seeds ha prima chiarito di voler attendere chiarimenti in materia in arrivo su scala nazionale da Confindustria e Governo; e, mentre i prossimi contatti con i sindacati sono calendarizzati per la settimana entrante, ha messo anche nero su bianco in una missiva che i tamponi per poter lavorare (da eseguirsi in convenzione) per adesso saranno a carico del datore di lavoro e non dei dipendenti non vaccinati.

Un “benefit” che resterà tale fino a quando anche queste persone non decideranno di avvicinarsi al vaccino o fino a quando da Roma non arriveranno indicazioni nette e contrarie sulla tematica legata alla carta verde sanitaria.

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