LONGIANO. La “Festa del miracolo” in solitaria come cento anni fa. Presso il santuario di Longiano ogni anno il 6 maggio si ricorda in pompa magna un prodigio che si tramanda da secoli, ma quest’anno non s’è potuto svolgere.
La storia
Il 6 maggio 1493 i frati francescani, riuniti nel convento di Longiano per celebrare il Capitolo provinciale (una sorta di congresso), ricevettero in dono dagli abitanti della vicina Gambettola una vitella. L’animale venne portato al convento e passando in un cortile interno, si inginocchiò di fronte all’immagine del Santissimo Crocifisso, che allora si trovava sopra una porta laterale della chiesa. Nonostante molte frustate perché si rialzasse, la cocciuta vitella non ne volle sapere di muoversi da quella scomoda posizione, caduta in profonda venerazione. Alla presenza quindi dei frati partecipanti al Capitolo provinciale allora l’animale venne benedetto dal padre provinciale e, solo allora, si rialzò. Questa fu solo il primo di una serie di miracoli che seguirono nei secoli, come particolari guarigioni di persone che si affidarono al Crocifisso per chiedere una grazia divina.
Festa tradizionale annullata
Ogni anno la comunità dei frati francescani organizza una giornata di festa per ricordare il primo prodigio, con alla sera la messa solenne e la festa che coinvolge tutta la comunità. Ma mercoledì scorso non è potuto essere organizzato, se non la sola messa celebrata dal vescovo della diocesi Cesena-Sarsina, monsignor Douglas Regattieri, in santuario con un paio di religiosi e chi videoregistrava il rito religioso e lo trasmetteva in diretta streaming sul canale youtube “Santissimo Crocifisso”. Durante il giorno, inoltre, una copia fedele del santissimo Crocifisso è stata esposta sulla scalinata. A mezzogiorno poi è stato necessaria coprirla con un telo trasparente vista la pioggerella. Infine riscoperta alla sera e benedetta dal vescovo che ha chiesto anche l’intercessione divina affinché la pandemia passi presto. Gli storici locali ricordano che, conflitto bellico mondiale a parte, era da un secolo che il suddetto rito avveniva in solitaria. Allora impazzava la “spagnola” altra tragica e storica pandemia.

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