Longiano, elezioni: Vincenzi appoggia Venturi

Se Matteo Venturi vincerà le elezioni di domenica 12 giugno, in Giunta, come assessore al Bilancio, ci sarà Gianluca Vincenzi, già sindaco di Gatteo, originario di Longiano. Lo ha ribadito ieri sera durante una serata elettorale organizzata dalla lista civica Siamo Longiano al Borgo Caffè, in centro. “Io sarò a disposizione – ha detto Vincenzi -. Se posso essere utile al mio Comune d’origine, molto volentieri. Lo faccio con tanto entusiasmo e con la mia piccola esperienza di dieci anni. Posso dare una mano. Oltre che un onore sarebbe anche un gradissimo piacere”.

Ringraziando Venturi “per la chiamata e per la stima”, Vincenzi ha elargito all’aspirante sindaco una serie di consigli, in gran parte già nelle linee programmatiche di Siamo Longiano. “Un amministratore – ha spiegato – è apprezzato non tanto per le grandi opere, ma per la sua disponibilità, sempre e comunque. Un sindaco non può pensare di timbrare un cartellino. È sindaco sempre. L’ascolto è importante ma non significa rispondere sempre di sì”.

Per Vincenzi il bilancio di un Comune “è solo un problema di discrezionalità. Quello che è importante è come utilizzi le risorse disponibili. È da lì che ricevi o meno il plauso dai tuoi cittadini. Ci si deve impegnare molto nelle piccole cose. Spesso ci lasciamo tradire dai grandi obiettivi, senza prestare la dovuta attenzione alle piccole cose, quelle che incontriamo tutti i giorni”.

“Per amministrare un Comune ci vuole tanta disponibilità. L’impegno che stai prendendo – ha detto Vincenzi a Venturi – è totale, ma ti darà delle soddisfazioni irripetibili e l’opportunità di cambiare quello che vedi che non va, per riportare la tua comunità a vivere meglio di quando sei arrivato in Comune. Vedo un gruppo giovane che fa ben sperare, per ricucire il rapporto con la gioventù che si è scollato”.

Oltre alla disponibilità, Vincenzi ha parlato anche di passione: “Chi amministra un Comune deve farlo solo se crede veramente di poter migliorare le cose, non per altri motivi. Ho incontrato amministratori che si perdono in cose che non contano. L’amministratore, alla fine, non viene giudicato per il partito, ma se è al servizio di tutti. Deve lavorare per il cento per cento dei cittadini, anche per chi non lo ha votato”.

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