Tre locali del nuovo Mercato coperto di Cesena abbassano le serrande

Cesena

CESENA. «È terminata la nostra esperienza al Mercato coperto». Così i gestori di “Manao”, ristorante thai, hanno salutato il pubblico cesenate. Il messaggio è comparso giovedì sulla loro pagina Facebook, ufficializzando uno dei tre addii con cui sta facendo i conti l’ex Foro annonario sotto la gestione della società “Voluptas”. Va infatti verso la conclusione definitiva dell’esperienza all’interno del Mercato coperto anche l’enoteca “Barrel”, mentre si è già conclusa quella del fish bar “Beestrò”. «Abbiamo avuto qualche problema interno - spiega Marco Manzini, di “Barrel” - Il ragazzo che doveva seguire quel progetto, se ne è andato, eravamo pronti a proseguire, ma con la gestione non ci siamo trovati. Dopo tante promesse disattese, abbiamo valutato che per noi, che siamo un’azienda di Bologna, stava diventando troppo oneroso rimanere lì».

Le difficoltà nel confronto con la gestione accomunano anche il racconto di Giorgia Della Motta, di “Beestrò”: «Il progetto sulla carta era bello, ma non ci siamo trovati bene con la gestione. Ora proseguiamo con le nostre attività di catering, ma abbiamo intenzione di riproporre il progetto del fish bar».
Ammette qualche difficoltà Andrea Rossi, della società di gestione, ma il tono è quello di chi non si scoraggia: «Dobbiamo aggiustare il tiro. Non stiamo semplicemente lavorando alle sostituzioni, ma stiamo lavorando a una evoluzione del progetto del Mercato. Abbiamo creato qualcosa di nuovo e non potevamo avere la pretesa di azzeccare da subito tutti i corner. Offerta e progetto non sempre si sono incontrate nel modo che ci aspettavamo. D’altra parte, in centro la concorrenza è tanta. Forse, ma questa è una considerazione più politica, occorrerebbe lavorare anche su un progetto più unitario di centro storico».

I tempi di risposta saranno rapidi: «È importante essere tempestivi in questi casi, ma ancora è presto per le anticipazioni - afferma Rossi - Stiamo lavorando a una seconda versione. Ci siamo resi conto che i cesenati hanno percepito un cambiamento, ma che questo non è ancora avvenuto nella misura in cui ci aspettavamo. Rimango convinto che lo spazio del Mercato coperto sia da considerare un bene comune, un patrimonio della città e del centro storico e per questo ritengo importante che tutte le parti, comprese associazioni e amministrazione comunale, rimangano compatte nel progetto, consapevoli che questo deve ancora esprimere il suo pieno potenziale».

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