Lo Shakespeare di Ferrini al Plautus di Sarsina

Non poteva mancare al Plautus di Sarsina, anche Jurij Ferrini, attore e regista aduso ai classici del teatro. Questa sera è nell’Arena di Calbano attorniato da giovani colleghi in “Sogno di una notte di mezza estate” di William Shakespeare, traduzione Antonio Mazzara. Sul palco Paolo Arlenghi, Maria Rita Lo Destro, Agnese Mercati, Chiara Mercurio, Federico Palumeri, Stefano Paradisi, Michele Puleio, Rebecca Rossetti

In un’ora e 50 minuti si racconta una commedia fantastica e tenebrosa, uno dei testi shakespeariani più rappresentati sui palcoscenici di tutto il mondo occidentale. Con estrema delicatezza e grande immaginazione, Shakespeare intreccia e combina in un disegno unitario le diverse vicende di due coppie di innamorati che per amore – opponendosi alla legge – fuggono dalla propria città, si inseguono e si perdono in un bosco, regno di maghi, fate e dispettosi spiriti. In quello stesso bosco, con amore e dedizione, una sgangherata compagnia di artigiani allestisce un improbabile dramma da rappresentare davanti alle autorità della città.

In “Sogno di una notte di mezza estate”, piccolo concentrato di comicità, passione e inganno si avviluppano in modo assurdo e repentino per poi dipanarsi come d’incanto. Realtà e irrealtà giocano a fondersi e a confondersi insieme in una folle notte d’estate governata dal capriccio di Amore, la forza più potente e misteriosa del mondo.

Scrive Ferrini: «Il problema non è tanto presentare l’opera in sé narrando le vicende di quattro innamorati che si inseguono in un bosco incantato popolato dalle fate, dal loro re Oberon, col suo servo pasticcione Puck e dalla regina Titania; e forse non serve neppure ricordare gli artigiani, che come in una filodrammatica di paese, proprio in quel bosco, allestiscono un improbabile dramma classico, soggiogati dalla incontenibile esuberanza di Nick Bottom, tessitore ed attore amatoriale che ama il teatro al punto da farlo letteralmente a pezzi. La vera domanda è: cosa può raccontarci oggi questa splendida favola? Mi pare che il perno centrale di una lettura moderna di quest’opera sia il mistero della tempesta biologica dell’innamoramento, una sequenza biochimica di emozioni che per durata ed effetti vince su qualsiasi altra droga, più o meno naturale.

L’amore è un vero mistero. Gli antichi avevano immaginato un bimbo alato, capriccioso e bendato che scoccava frecce nel cuore di chi doveva innamorarsi: Cupido. Questo è un testo di giovani che parla ai giovani nel pieno delle loro tempeste ormonali. È a loro, a chi resterà dopo di noi, a chi vedrà la fine di questo secolo, che mi piacerebbe dedicare questo sogno».

Muovo appuntamento con la rassegna Teatro Ragazzi al Museo Internazionale delle Ceramiche, organizzata nell’ambito di Teatro Masini Estate a Faenza. Questa sera alle ore 21.15, Danilo Conti della compagnia Tanti Cosi Progetti presenterà lo spettacolo “Un castello di carte”, liberamente ispirato a “Il castello dei destini incrociati” di Italo Calvino. L’idea di portare in scena uno spettacolo realizzato con delle figure di carta tratte da due mazzi di Tarocchi, quello Visconteo e quello più popolare di Marsiglia, nasce appunto da Calvino.

Due sono le storie rappresentate che, tratte dalla raccolta Fiabe Italiane, trovano nei simboli e nelle figure dei tarocchi i loro personaggi, e in comune hanno il protagonista: il Fante di Bastoni. Nella prima, “L’Orco con le penne”, un Re sta male e necessita di una penna dell’Orco per guarire. NobilFante di Bastoni, suo fedele Consigliere, si incarica di procurargliela e intraprende un viaggio ricco di incontri e avventure. Nella seconda, “I due compari mulattieri”, CompareMatto e CompareFante di Bastoni sono soci e un giorno decidono di fare una scommessa: “…aiuta di più Dio o il Diavolo?” e come si può ben capire, da quel momento, cominciano i loro guai. Biglietti: 5 euro.

Info: 0546 21306

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