Lo schema Ponzi raccontato dal lughese Mazzotti

Da Lugo di Romagna alla conquista dell’America: la vita di Charles Ponzi e il suo nome sono legati al memorabile schema fraudolento che ha segnato la storia della truffa e della finanza. Filippo Mazzotti, insieme a Paolo Bernardelli, ha scritto il libro Lo schema Ponzi, dedicato alla figura iconica e provocatoria di Charles Ponzi. Il romanzo – tra l’inchiesta, il memoir e il financial thriller – è strutturato con capitoli che alternano le testimonianze di tante persone reali che furono vicino a Ponzi dalle origini fino allo scoppio della bolla finanziaria e dello scandalo, e raccontano il personaggio dal loro punto di vista.

Filippo, lei è nato a Lugo di Romagna il 3 marzo, stesso luogo e stesso giorno di nascita di Charles Ponzi. È stata questa coincidenza che l’ha fatta appassionare a questa figura?

«Non siamo solo noi a scegliere le storie che incontriamo, ma sono anche le storie stesse a scegliere noi. Queste due coincidenze mi hanno fatto pensare che dovessi essere io a raccontare di questo uomo straordinario. Nella sua vicenda ho trovato domande e segreti che appartenevano anche alla mia vita. Quando fai un lavoro così lungo e approfondito su un personaggio, questo diventa come una figura familiare. Impari a comprenderlo, a capire le sue scelte, a vivere i suoi stati d’animo».

Ma Carlo Ponzi era un truffatore.

«Un sognatore, un appassionato della vita. Un truffatore che ha commesso tanti errori – è innegabile – ma che è stato anche in grado di amare le persone. Era un uomo dai grandi conflitti interiori. Da un lato la voglia di non deludere le aspettative di sua moglie e sua madre, il sogno americano e la voglia di riscatto sociale; dall’altro la realtà e le difficoltà di un’America e di un’epoca che non gli hanno risparmiato nulla. In questo conflitto c’è tutta la sua umanità e le contraddizioni di ognuno di noi. È stato impossibile per me non entrare in sintonia con lui».

Come è stato scrivere il libro a quattro mani con Paolo Bernardelli?

«Molto bello. Ho imparato tantissimo. Paolo è un gran professionista e conosce bene le tecniche narrative. L’esperienza di Sanpa. Luci e tenebre di San Patrignano ha certamente segnato anche il nostro modo di scrivere il romanzo. Ci piaceva l’idea di un’opera a più voci, a metà tra documentario e romanzo. In fondo – ci siamo detti – nei racconti di Ponzi non si capiva mai dove fosse la verità. Quindi ci siamo divertiti a giocare su questa sottile linea tra reale e finzione. Con questa tecnica, Ponzi viene dunque ricomposto, pezzo dopo pezzo, tramite i racconti di tutti i personaggi, che ne danno immagini diverse e spesso dissonanti tra loro. D’altronde, è impossibile esprimere un unico giudizio sulla vita di una persona».

Per lei “Lo schema Ponzi” è il romanzo d’esordio, come ha organizzato il lavoro di preparazione e poi di scrittura?

«È stata più lunga la parte di ricerca che quella di scrittura in sé. Fondamentale l’approfondimento su tutti i quotidiani di Boston dell’epoca. È anche una storia di giornalisti che hanno giocato un ruolo centrale nella vicenda. Abbiamo poi analizzato gran parte della letteratura e della filmografia relativa ai “ruggenti anni Venti” – da Fitzgerald alla vicenda di Sacco e Vanzetti passando per Upton Sinclar – per contestualizzare il periodo storico e conoscere bene di cosa avremmo raccontato. Esaurita questa prima fase, ci siamo dimenticati tutto, e abbiamo cominciato a romanzare. Ognuno si è focalizzato sui suoi personaggi, per poi rileggerci a vicenda e lavorare in modo che tutti avessero un loro arco narrativo, insieme anche ai referti storici e alla documentazione, che ha anch’essa una sua funzione drammaturgica».

Ponzi non fece mai ritorno a Lugo. Qual è oggi il legame della cittadina con il suo ricordo?

«È disponibile il suo atto di nascita all’anagrafe del Comune di Lugo. Nacque al numero 950 di quella che si chiamava via Codalunga (oggi corso Matteotti) e fu battezzato nella chiesa del Pio Suffragio. Non c’è un legame particolare come per Francesco Baracca. Però penso che sia utile per tutti noi conoscere la storia di Ponzi. Ci può insegnare molto su quando eravamo noi gli immigrati in cerca di una vita migliore. È una storia di speranze, di aspettative e di sogni. Lo vediamo anche adesso con le “fake news”. Una menzogna collettiva non può forse diventare una verità condivisa?».

Paolo Bernardelli e Filippo Mazzotti, “Lo schema Ponzi”, Piemme, 2021, pp. 560, euro 18,90

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