Lo sceneggiatore di Ridley Scott ambasciatore di Riccione

È lo sceneggiatore del film “House of Gucci” di Ridley Scott con Al Pacino e Lady Gaga il nuovo ambasciatore di Riccione nel mondo. Si chiama Roberto Bentivegna ed il 3 giugno scorso è stato insignito del prestigioso riconoscimento presso il Palazzo del Turismo della Perla. «Sono venuto a Riccione anche per conoscere i parenti che avevo visto per l’ultima volta da bambino», spiega Bentivegna che ha spento 40 candeline giovedì. Alla festa per riallacciare rapporti con la famiglia riccionese «si è aggiunta poi la ciliegina sulla torta della premiazione», si rallegra.

Le origini

La storia del neoambasciatore parte da lontano e attraversa davvero mezzo mondo. Il nonno materno, Giuseppe Tontini, aveva lavorato al Grand hotel di Rimini, decidendo poi di trasferirsi a Londra, «prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, quando non aveva ancora compiuto 30 anni», racconta. Proprio a Londra sono venuti alla luce la figlia Cristina e l’adorato nipote che vi è rimasto solo due giorni prima di volare a Milano, la città dove si erano conosciuti i suoi genitori negli anni Settanta. «All’epoca mia madre si era trasferita per imporsi nella moda come stilista, – ricorda – mentre mio padre, originario di Corleone in Sicilia, ha lavorato a lungo per l’Eni nel ruolo di avvocato». Quanto a lui, sin da bambino ha sempre desiderato dedicarsi alla settima Musa, affinando la preparazione negli Stati Uniti. A 19 anni finalmente è riuscito a coronare il suo sogno, volando da solo oltreoceano, dove ha studiato regia a Boston, per conseguire poi un master di specializzazione in Sceneggiatura alla Columbia University di New York.

Prossime pellicole

Ora vive a Los Angeles. Tanti ora i progetti in cantiere per questo vulcanico cosmopolita. «Sto realizzando un thriller psicologico per Amazon, sarà ambientato in Grecia», anticipa svelando che si tratta di una trama sulle note de “Il talento di Mr. Ripley”. Ma non è tutto. Sta scrivendo altre due sceneggiature che dirigerà personalmente. Del resto, osserva, tra Corleone e Rimini esiste un tessuto cinematografico molto forte. Tanto che confessa di essersi emozionato, mentre visitava il Museo di Fellini a Rimini o quando gli hanno raccontato che il suo film era stato proiettato nella sala “Federico” al Fulgor. Di Riccione invece l’ha colpito «non solo la sensibilità per la mobilità dolce, in una città a misura di bicicletta, ma anche la cultura marittima». Se gli fosse concesso un piccolo appunto, cambierebbe solo il dettaglio delle lampadine che costellano il centro. «Sarebbe preferibile una luce più d’atmosfera, offuscata dunque e tendente ad un colore sul giallo, per sostituire l’effetto neon che risulta eccessivo», conclude abbozzando un sorriso.

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