RAVENNA. Che fine hanno fatto le assicurazioni collettive anti furto dei residenti?
Se lo chiede Alvaro Ancisi alla luce dei recenti dati forniti dalla procura di Ravenna, secondo cui i furti in abitazione vedono un aumento vertiginoso in provincia, schizzando in tre anni da 1.970 a 2.473, con una media di sette case svaligiate al giorno.
Un tema quello delle assicurazioni collettive che la lista civica porta avanti dal 2017, ovvero da quando il consiglio territoriale del Centro urbano, per iniziativa del capogruppo di Lista per Ravenna Stefano Donati, aveva approvato all’unanimità, nel luglio di quell’anno, un ordine del giorno che chiedeva di istituire appunto “un’assicurazione collettiva economica contro i furti nelle abitazioni”.

Una proposta che, presentata successivamente da Lista per Ravenna in consiglio comunale e confluendo in un unico ordine del giorno insieme a un testo della maggioranza, era stata poi approvata all’unanimità.
«Sono trascorsi due anni e quattro mesi da quel voto in assemblea – dichiara Ancisi – ma non ci risulta che sia stata nemmeno avviata la procedura per scegliere, tramite gara tra più società assicuratrici, l’offerta del contratto più conveniente.

Così, nonostante le rassicurazioni espresse allora anche dall’assessore alla sicurezza Eugenio Fusignani, abbiamo ogni giorno in media sette famiglie che non possono usufruire di questo servizio: un servizio “promesso” dall’amministrazione comunale tramite il proprio massimo organo deliberativo, che l’esecutivo (sindaco e consiglio comunale) avrebbero dovuto obbligatoriamente applicare. Chiediamo pertanto che si dia immediata attuazione all’odg votato in consiglio comunale il 5 ottobre 2017, che invita il sindaco e la giunta ad applicarlo “senza che ciò comporti oneri per l’amministrazione, per individuare condizioni vantaggiose per forme assicurative collettive e facoltative per le quali risulti garante l’amministrazione comunale, a prezzi contenuti per i cittadini che vorranno aderire”».

Il percorso

Al momento, stando a quanto riferito dalla lista civica, diverse città italiane avrebbero già attivato polizze assicurative a basso costo.
Il percorso naturale per l’attivazione della polizza passa attraverso l’avvio, da parte dell’amministrazione comunale, «di una procedura di gara pubblica alla quale potranno partecipare i broker assicurativi che dimostreranno adeguata capacità tecnica ed economica. La ditta aggiudicataria sarà tenuta a versare adeguata fidejussione a garanzia della corretta esecuzione del servizio. Il risultato darà la possibilità al cittadino di sottoscrivere un contratto assicurativo al costo più basso possibile».

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