“Lisistrata” con Amanda Sandrelli a Meldola e poi a Lugo

Lisistrata, ovvero «colei che scioglie gli eserciti». Aristofane già dal nome della protagonista della commedia rappresenta nel 411 a.C., in piena Guerra del Peloponneso, si augura così che in un mondo alla rovescia in cui sono le donne a dettare la politica, il conflitto possa concludersi grazie a uno sciopero del sesso!

Ugo Chiti cura l’adattamento e la regia di questa opera attualissima: la sua “Lisistrata”, a cui presta volto e voce Amanda Sandrelli, va in scena al teatro Dragoni di Meldola stasera (ore 21) e da venerdì 16 a domenica 18 al Rossini di Lugo dove sabato alle 18 la compagnia incontra il pubblico. Sul palco anche Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci, Gabriele Giaffreda, Elisa Proietti, Lucianna De Falco.

Aristofane ammoniva gli ateniesi della follia di una guerra fratricida.

«“Lisistrata” è una farsa che però parla di cose serie – concorda Sandrelli –. La scrittura di Aristofane è acuta e attuale e Chiti ha dato una spolverata solo ai rimandi a situazioni tipiche del V secolo, per cui la figura del commissario, il più violento fra gli interlocutori delle donne, rimanda al fascismo. Senza tradire e senza voler modernizzare, si evocano situazioni e personaggi che il pubblico possa cogliere e in cui si ritrovi, come le due coppie di vecchi: una incattivita, l’altra che guarda a una speranza di pace».

Dopo tanta contemporaneità, è un po’ strano ritrovarla in questi panni.

«In realtà però Lisistrata non è molto diversa da altri personaggi che ho interpretato. E anche se si parla molto di sesso, Chiti usando il toscano e un italiano un po’ antiquato e metaforico – indovini di cosa si parla con “ciondolo” o “batacchio”? – riesce a dire tutto, ma senza volgarità. Anche in questo mi riconosco molto, oltre che nella leggerezza, nella poesia e nella profondità di questo spettacolo, che ha una giusta misura: quella di Aristofane, e ora quella di Chiti e di Arca Azzurra».

Lei inoltre ha alle spalle il Liceo Classico.

«Ma allora non studiavo niente! Invece ora mi rendo conto della bellezza e della profondità di quella lingua e di quegli autori, che mi danno ancora una stretta allo stomaco, perché quello che dicono è vero: tutto sta a saperlo trasmettere…».

E “Lisistrata” parla di guerra.

«Dove sono le donne a pagare sempre il prezzo più alto. È stato molto forte infatti andare in scena con un conflitto così vicino. Ma c’è un altro tema forte nella commedia: la guerra fra il maschile e il femminile, con notizie ormai quasi quotidiane di donne uccise da uomini che dicono di amarle. Forse gli uomini non trovano più il modo di camminare a fianco delle proprie compagne, o forse le stesse madri non riescono a educare i figli maschi a non trattarle in maniera arrogante o violenta. Le ragazze poi non dovrebbero dimenticare che l’amore è libertà, è volere il bene dell’altro, non gelosia o possesso. Lisistrata in questo è esemplare, è la stratega ma parla per tutte e con la voce di tutte. È buffa e invasata, convinta di poter cambiare il mondo, ma in modo femminile, senza fare il verso agli uomini. Però ho speranza: ci vorrà tempo, ma gli uomini ce la faranno, come stanno dimostrando gli iraniani, accanto alle donne nella loro protesta di libertà!».

Info Meldola: 0543 26355
Info Lugo: 0545 38542

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