Lirica, torna l'”Aroldo” al teatro Galli di Rimini

Una nuova produzione dell’“Aroldo”, all’insegna della riconciliazione e della storia cittadina, andrà in scena al teatro Galli nelle serate del 27 e 29 agosto. Uno spettacolo fortemente simbolico, dato che fu proprio l’“Aroldo” di Giuseppe Verdi, nel lontano 16 agosto 1857 (oltre a debuttare in scena), a inaugurare il “Teatro Nuovo” di Rimini che poi venne intitolato a Vittorio Emanuele II e successivamente al compositore riminese Amintore Galli.

«La nuova produzione dell’“Aroldo” – svela il musicologo Emilio Sala che ne firma la regia e la drammaturgia insieme a Edoardo Sanchi – ripropone l’opera di Verdi in un allestimento che, oltre alla vicenda originale, racconterà la storia del teatro di Rimini, ovvero la nostra storia. Il punto di partenza è la “drammaturgia del perdono” che sta alla base del progetto musicale verdiano. In “Aroldo” il perdono finale apre uno spazio catartico, per quanto fragilissimo, pieno di aspettative e di speranza».

Perdono e riconciliazione, dunque, «è una ferita che ha la possibilità di rimarginarsi e creare un futuro», aggiunge Manlio Benzi, che nello spettacolo dirigerà l’Orchestra Luigi Cherubini e il Coro del Teatro Municipale di Piacenza (maestro del Coro, Corrado Casati).

Le collaborazioni e l’impegno della Regione

Oltre al teatro Municipale di Piacenza, l’“Aroldo” 2021 è una coproduzione che vede Rimini capofila, in collaborazione anche con i teatri Alighieri di Ravenna e Luciano Pavarotti di Modena. La “cordata” riceve il plauso di Mauro Felicori, assessore alla Cultura della Regione Emilia-Romagna, che si dice «ammirato e stupito del numero di teatri esistenti nella nostra regione. Siamo già un sistema importante, possiamo esserlo di più se lavoriamo insieme».

Felicori assicura inoltre il proprio impegno affinché «il Galli sia riconosciuto dal ministero come Teatro di tradizione».

Gli amministratori riminesi

«Un teatro è una piazza – afferma il sindaco Andrea Gnassi –, abbiamo bisogno di una piazza che riannoda relazioni, cuce ferite, nutre il futuro».

Gnassi ricorda come nel 1843 a Rimini iniziava la costruzione del Galli e apriva il primo stabilimento balneare, in una connessione della storia cittadina che si ritrova nel nuovo allestimento dell’“Aroldo”.

L’assessore alla Cultura Giampiero Piscaglia entra negli aspetti tecnici della rappresentazione, spiegando che l’intera platea sarà occupata dall’orchestra, quindi per il pubblico rimarranno solo i palchi, ma affinché tutti i riminesi, e non solo loro, possano seguire al meglio lo spettacolo, in piazza Cavour sarà allestita una proiezione con tecnologie sofisticate, così come rappresenta un’eccellenza lo streaming gratuito su www.operastreaming.com, disponibile in differita per i sei mesi successivi.

Sul palco e dietro le quinte

In scena giovani e già affermati cantanti: Antonio Corianò (Aroldo), Lidia Fridman (Mina), Michele Govi (Egberto), Adriano Gramigni (Briano), Cristiano Olivieri (Godvino), mentre nella squadra tecnica sono presenti Isa Traversi, Giulia Bruschi, Elisa Serpilli, Nevio Cavina, Matteo Castiglioni.

Info: 0541 793811

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