L’innovazione di Casalfiumanese premiata da Confagricoltura

Dieci ettari coltivati a vite, con un innovativo processo produttivo, usando vinaccioli per la produzione di farine di semi di uva gluten free, per realizzare prodotti da forno, dolci e salati, e pasta. È questa l’innovazione sostenibile che ha portato un’azienda della Romagna bolognese, la Tenuta Colle degli angeli di Casalfiumanese, a ottenere uno dei nove riconoscimenti del Premio nazionale per l’innovazione promosso da Confagricoltura, la cui cerimonia conclusiva si è tenuta alla presenza del ministro delle Politiche agricole Stefano Patuanelli. Nel dettaglio, le 9 realtà hanno dimostrato come la digitalizzazione nelle aree rurali, la tecnologia, la robotica, l’economia circolare, possono permettere di migliorare le produzioni, risparmiare risorse naturali preziose, ma anche favorire il benessere aziendale, sociale ed economico, sempre con un occhio attento alla sostenibilità. Il Premio, nato due anni fa, vuole valorizzare quelle realtà del settore primario che si sono distinte in termini di tecnologie applicate in agricoltura, e il ruolo centrale degli imprenditori agricoli come promotori dello sviluppo economico del territorio e del Paese.

«I risultati delle selezioni di questi mesi rafforzano la convinzione che sia indispensabile sostenere i processi innovativi che possono generare un miglioramento degli standard produttivi in tutte le imprese, grandi e piccole» – spiega Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura. Per il ministro, «la sfida dei prossimi anni sarà quella tra cibo naturale e cibo sintetico. Dobbiamo far sì che l’innovazione accompagni la produzione di cibo naturale in questa grande sfida. Questo premio va in questa direzione, quindi la capacità attraverso l’innovazione di processi e di prodotti di essere competitivi producendo cibo naturale, di qualità in un contesto di sostenibilità ormai ineludibile».

L’agroecologia è al centro della trasformazione dei sistemi agricoli italiani. In linea con gli obiettivi del Green Deal europeo e delle strategie Farm to Fork e Biodiversità, che puntano a triplicare le superfici agricole coltivate a biologico e a ridurre l’uso dei pesticidi e degli antibiotici del 50% entro il 2030, FederBio ha scritto al Ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani per sottolineare il suo ruolo per agire come leva del settore agricolo. Con più di 80.000 imprese certificate e quasi 2 milioni di ettari di superficie agricola bio, che corrisponde a oltre il 15,8% della superficie agricola totale, l’Italia è tra i Paesi di riferimento in Europa per la produzione, la trasformazione e l’esportazione di prodotti biologici. La pandemia Covid-19 ha evidenziato lo stretto legame tra la salute dell’uomo e quella dell’ambiente, quindi la necessità dell’adozione di paradigmi più sostenibili nelle filiere produttive. Un recente studio pubblicato su Nature, analizzando il rapporto tra alimentazione, ambiente e salute, ha confermato che stili alimentari più salutari, come la dieta mediterranea basata su produzioni biologiche, con una prevalenza di prodotti di origine vegetale e un minor consumo di carne, avrebbero sostanziali benefici, non solo sulla salute ma, se ampiamente adottati, contribuirebbero anche a ridurre le emissioni globali di gas serra, a beneficio dei terreni e della biodiversità.

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