Libro: Javier Cercas – Terra Alta

“Terra Alta” (vincitore del Premio Planeta, uno dei più importanti riconoscimenti letterari spagnoli) ha come protagonista Melchor Marin, un poliziotto chiamato a risolvere il caso di un duplice omicidio, una coppia di ricchi imprenditori trucidati nella loro masseria dopo orribili sevizie, avvenuto in una quieta cittadina nel Sud della Catalogna.

<<Si chiamava Melchor perché la prima volta che la madre l’aveva visto, aveva esclamato fra singhiozzi di gioia che sembrava un re magio. Sua madre si chiamava Rosario e faceva la puttana.

Da giovane lavorava nei postriboli nei dintorni di Barcellona, come il Riviera, il Sinaloa o il Saratoga, a Castelldefells, o come il Calipso, a Cabrera del Mar. Era stata una donna stupenda, di una bellezza agreste, intensa e plebea, ma il suo fascino non sopravvisse al logorio del mestiere e alla corrosione degli anni e, quando Melchor raggiunse l’adolescenza, lei si prostituiva a prezzo di saldo, all’intemperie>>.

Quello dello scrittore spagnolo Javier Cercas è un romanzo, narrato in terza persona, nel quale gli stilemi del thriller si incontrano con gli elementi tipici del western, dando corpo a ciò che lo stesso autore ha definito “una mia esigenza di reinvenzione letteraria e della psiche”.

Ne scaturisce un racconto – che non vuole rassicurare, che non dà risposte – in grado di toccare temi centrali, legati alla giustizia, alla vendetta, all’odio, all’eroismo, al passato come dimensione del presente.

L’autore di “Anatomia di un istante”, “Soldati di Salamina”, “La donna del ritratto”, “La verità di Agamennone”, “Il nuovo inquilino”, soltanto per citarne alcuni, gestisce in maniera sapiente emozioni e sentimenti e ci offre una lezione magistrale su quello che è e su quello che potrà essere il romanzo nel corso di questo tormentatissimo secolo. Lo fa attraverso la costruzione di dialoghi sempre serrati e una scrittura che mescola furia, sangue e dolore, il cui carburante intimo sembra essere la crisi catalana del 2017.

“Cercas, nato nel 1962 in Estremadura, è lo scrittore più originale della sua generazione, quello che è riuscito a rianimare la lezione novecentesca del romanzo come genere onnivoro che cannibalizza tutti gli altri generi: saggismo, reportage, storiografia, letteratura gialla. L’impressione è però che stavolta Cercas abbia fatto retromarcia, tornando a un racconto di stampo più tradizionale, abbandonandosi al principio di piacere della narrazione pura. ‘Terra Alta’ è, alla fine, una ‘storiona’ a forti tinte, non per niente attraversata dal fantasma de “I Miserabili” di Victor Hugo” (Marco Cicala).

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