“Per circa quattro ore la casa di Marina di Ravenna della famiglia Ottolenghi fu messa a soqquadro e i bambini e gli altri ebrei furono tenuti con i mitra puntati addosso dalle SS. Nella villa erano conservate alcune armi, destinate alla Resistenza. Guido Ottolenghi aveva infatti maturato dei forti contatti nell’antifascismo, diventando un animatore del gruppo partigiano Corpo volontari della libertà, che tra l’altro offriva accoglienza ai militari italiani che cercavano abiti civili e lasciavano le divise e le armi, che venivano destinate ai gruppi resistenti. Fortunatamente, tuttavia, queste armi non furono trovate. Restava il fatto che i tedeschi sapevano che gli Ottolenghi erano ebrei, ma l’intervento di Guido Guidotti, generale a riposo della Milizia fascista, che conosceva la famiglia, evitò che fossero subito trattenuti. I soldati tedeschi non avevano avuto ordini precisi in proposito e decisero di andarsene, requisendo però la casa. A quel punto, gli Ottolenghi decisero di trovare subito un nascondiglio e ciò rappresentò la loro salvezza, dato che poco tempo dopo i tedeschi si ripresentarono con l’intento di arrestarli in quanto ebrei, trovando però l’edificio vuoto”.

Queste poche righe sono tratte da “Il merito dei padri”, il libro che racconta la storia centenaria della PIR, la Petrolifera Italo Rumena, nata nel 1920 per realizzare uno scambio commerciale tra Italia e Romania.

Cento anni vissuti, dall’azienda di Porto Corsini, con due punti fermi: lo sguardo rivolto in alto e lontano ma i piedi ben piantati nel ravennate; la proprietà e la guida della famiglia Ottolenghi. La cui passione imprenditoriale emerge, costante, dalle pagine de “Il merito dei padri”, scritto da un professore universitario, Tito Menzani, e dagli ultimi due Ottolenghi alla guida della PIR: Emilio e il figlio Guido.

L’esplorazione degli archivi dell’azienda di famiglia, da parte degli autori, non fa altro che restituirci l’immagine di un’impresa – oggi in una posizione di primo piano nella gestione dello stoccaggio e della movimentazione di prodotti petroliferi, chimici e petrolchimici, biocombustibili e non solo – nella quale a risaltare è soprattutto una gestione aziendale sempre attenta allo sviluppo economico ma anche improntata a saldi principi etici e alla valorizzazione del lavoro. Tanto che l’intera storia della PIR la si può leggere, se non come una lezione, almeno come una ricetta per tutte le aziende italiane, piccole e grandi, alle prese con i difficili cambi generazionali.

Una sagra, quella descritta nel libro, lunga quattro generazioni (che, pagina dopo pagina, si rivela al lettore come lo specchio di un microcosmo industriale e di un Paese intero…), illuminata da un miracolo, quasi che si fossero nuovamente aperte le acque del Mar Rosso: a Cotignola, tra la fine del ’43 e l’aprile del ’44, la famiglia Ottolenghi fu soccorsa e protetta, insieme a numerose altre famiglie di ebrei e perseguitati politici, dall’intero paese sotto la guida del commissario prefettizio, in quello che è stato, in Italia, un caso più unico che raro.

<<“Il merito dei padri” – ha scritto Gianluca Monastra – racconta, in controluce, il fascismo, la Seconda guerra mondiale, la persecuzione degli ebrei, la rinascita, le tensioni sociali, la globalizzazione. La Storia d’Italia, insomma. Dentro la quale, alla fine, gli Ottolenghi hanno viaggiato a bordo della loro vera casa: la Petrolifera Italo Rumena>>.

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