Saverio Fattori, scrittore di Molinella classe 1967, dopo la pubblicazione di diversi romanzi, tra cui “Alienazioni padane” (2004) e “L’errore più geniale” (2019), torna per Marsilio con “Finta pelle”, romanzo durissimo e dalle tematiche attuali.

La storia ruota attorno a tre personaggi: Carla e Tiziana, due donne stanche che lavorano con ruoli diversi in un’azienda, si conoscono solo dal volto e sono disposte a vivere una seduzione mediata dagli strumenti tecnologici rappresentati dalle app dello smartphone; e un uomo che si presenta solo attraverso il nickname “Ale67”, un sopravvissuto agli anni Ottanta, un ex eroinomane alle prese con una nuova, contemporanea dipendenza rappresentata dai siti di appuntamenti erotici.

«Cerco una donna che come me è arrivata a fine corsa e vuole farsi un ultimo giro di giostra e poi lasciare la fiera per sempre. Andarsene così».

Il messaggio del protagonista dà il via a una serie di circostanze, di incontri al buio organizzati in chat, che porteranno i tre personaggi a relazionarsi in una serie di dinamiche capaci di riportare al centro la memoria, forza salvifica in grado di dare un senso al passato e rimettere “le cose al giusto posto”.

Attraverso una narrazione fluida, frammentata ed efficace, Fattori accompagna il lettore attraverso la ricostruzione di aneddoti e ricordi del protagonista – che si dispongono sulla linea del tempo della storia, in un continuo via vai tra il presente e “gli anni che furono” – che diviene proficuo strumento per riflettere sulla fatica delle relazioni, sul peso dei rapporti, sulle dinamiche che caratterizzano gli individui.

L’autore porta sul palcoscenico una provincia malata, una Bassa che ricorda le atmosfere del celebre “Trainspotting” e che tratteggia le tinte fosche di una Bologna di trenta anni fa, ormai lontana del tempo ma ancora vivissima – tra fiumi di eroina, star del rock e “motorini” truccati – un microcosmo che si muove tra il capoluogo emiliano e le strade di Ferrara, riportando in vita personaggi complessi e sfaccettati, persi nella loro devastante solitudine eppure dotati di suggestioni e anime che portano il lettore ad amarli.

Giocando con i diversi piani temporali, Fattori ci accompagna nella “sua” dimensione periferica, regalandoci l’occasione per riflettere sull’isolamento in cui il nostro mondo “iper-connesso” relega l’individuo, che si trova spesso a fare i conti con le dipendenze di ieri e di oggi, unica scappatoia da sé stessi e dai propri spaventosi fantasmi.

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