Libri per ragazzi: il gatto Vito di Claudia Fachinetti

È recentissima l’uscita di Vito, il gatto bionico, volume che racconta la storia del felino rosso diventato la celebre star di un seguitissimo account Instagram (@vituzzosuperstar), che permette ogni giorno a oltre 17.000 follower di seguire le giornate del famoso animale e la sua incredibile voglia di vivere. L’avventura di Vito incomincia in Sicilia quando – durante la vacanza dei genitori di Silvia Gottardi, una delle due “mamme umane” – il micio viene trovato e portato a Riva del Garda, dove vive serenamente per due anni fino a quando la sua padrona purtroppo viene a mancare. A quel punto, non potendo più restare in Trentino, l’allegro protagonista viene accolto a Milano, a casa della figlia degli umani che l’avevano salvato dal randagismo e della sua compagna Linda; l’esistenza del “boss” a quattro zampe procede senza ulteriori intoppi, finché qualcosa non rischia di portarlo alla morte: Vito viene coinvolto in un terribile incidente in cui le zampe posteriori rimangono irrimediabilmente danneggiate ed è solo grazie alla professionalità del veterinario Massimo Petazzoni se il micio può salvarsi. Il gatto, grazie a un complesso intervento sperimentale mai eseguito prima in Italia, che prevede l’impianto di due protesi, sopravvive e anzi si riappropria della propria esistenza.

A raccontarne la storia del gatto bionico, attraverso una pubblicazione ufficialmente pensata a partire dai nove anni ma in realtà perfetta per qualsiasi lettore, è stata Claudia Fachinetti, giornalista e addetta stampa per l’editoria e per associazioni ed eventi animalisti che, dopo il successo del precedente Ninna, il piccolo riccio con un grande cuore, torna con un nuovo progetto editoriale incentrato sull’affascinante mondo degli animali.

Giornalista e biologa marina, l’autrice da anni si dedica alla comunicazione “verde”.

Fachinetti, da dove è nata la decisione di abbandonare la ricerca universitaria per scegliere il settore editoriale?

«La passione di scrivere e raccontare c’è sempre stata, fin da bambina, ma per molti anni ho creduto che la vena “scientifica” fosse più forte. Poi tra le onde del mare, mentre osservavo le balene, ho capito che era più forte la voglia di raccontare gli animali. Così ho iniziato a scrivere narrazioni ambientate nei parchi naturali italiani e poi sono arrivate le altre storie».

Dopo la bellissima storia dedicata alla cucciola di riccio, torna con un racconto intenso, pensato certamente per lettori young ma non solo. Come ha conosciuto il gatto bionico e cosa di questa storia di coraggio e ottimismo l’ha maggiormente affascinata?

«Ho scoperto Vito sui social mentre scrivevo il libro di Ninna e mi sono subito appassionata a lui. Seguivo i suoi traguardi e il coraggio di rimettersi in piedi. Dopo un anno, visto il suo successo, ho capito che era una storia da raccontare in un libro. È una narrazione che si fa ancor più forte in questo periodo di privazione perché ci insegna ad accontentarci, a vivere al meglio con quello che abbiamo senza piangerci addosso per quello che non abbiamo. Proprio come fa Vito».

Vito, il gatto bionico è una grande dichiarazione d’amore verso il regno animale, un racconto capace di appassionare grandi e piccini, un inno alla vita che parla anche di disabilità umana, del coraggio di rialzarsi, tornare a camminare e ritrovare la speranza nell’esistenza anche innanzi alla sofferenza, quella che pare toglierti tantissimo. Perché in fondo «le persone non vedono quello che manca, ma quello che hai» e, come “dice” il gatto bionico più famoso d’Italia: «Mi godo quello che ho, mi accontento di quello che posso fare perché, noi gatti lo sappiamo, basta questo per essere felici».

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