Libri: la Romagna segreta tutta da scoprire


Un viaggio, reale e ideale insieme, attraverso eventi storici, vicende oscure, edifici misteriosi (tuttora esistenti), dove vissero personaggi inquietanti. È quello descritto da Paolo Cortesi in Luoghi segreti da visitare in Romagna, recentemente edito da Newton Compton. Una Romagna segreta, quella che non rientra negli stereotipi, che non si conosce, che non si immagina, tra le pieghe della storia e del territorio, questa raccontata dallo storico forlivese. Si va dall’eccidio dei Bretoni (1377) alla morte della figlia di Byron, dalla “setta degli accoltellatori” all’ottagono cosmico (547), da “il mistero del tempio dei demoni (1450-1464), dai miisteri di Cagliostro agli ipogei misteriosi.
Cortesi, perché un libro «fatto per essere letto fuori casa», come una sorta di «macchina del tempo»?
«Mi sono proposto di scrivere un libro che fosse guida per un turista originale, che non cercasse le solite mete ma che volesse vedere luoghi in cui sono avvenuti fatti strani, curiosi, magari anche inquietanti ma comunque poco noti. Ho cercato di illustrare luoghi e monumenti che appaiono oggi com’erano al tempo delle storie (vere) che racconto. Ecco dunque un libro da portare con sé in viaggio, da leggere proprio davanti o dentro all’edificio di cui scrivo. Offro al lettore le informazioni per conoscere l’episodio che, con gli occhi della mente, può vedere svolgersi davanti a lui
È il risultato, lei sottolinea, di un’attenta ricerca documentaria, su questa Romagna «segreta», cioè appartata, messa da parte…
«Quando si cerca di offrire al lettore qualcosa di poco noto, è necessario cercare nelle pieghe della storia, in un’attività simile a quella del cercatore d’oro, che smuove tonnellate di terra per una pepita di pochi grammi. La Romagna che racconto in queste pagine è segreta nel senso letterale di “secretum”: è la storia rimossa, dimenticata e perduta perché minore, ma non meno drammatica. Per fare un solo esempio: un fatto d’armi del nostro Risorgimento avvenne alle Balze di Scavignano, nei pressi di Brisighella: fu una vera e propria azione militare degli insorti contro le truppe pontificie, nel settembre 1845: quanti oggi lo ricordano?».
Quali episodi, quali personaggi si sono offerti come gli spunti più singolari per il racconto delle loro vicende?
«Ho incontrato personaggi straordinari che sembravano balzati dalle pagine di un romanzo ed erano invece reali, come gli accoltellatori di Ravenna che, fra 1865 e 1871, s’erano messi in testa di ammazzare tutti i ricchi. Veramente incredibile è la storia di un capolavoro del celebre Antonio Canova: una stele sepolcrale che lo scultore realizzò per Domenico Manzoni, banchiere forlivese assassinato, probabilmente, dai carbonari che aveva tradito. E ancora oggi resiste intatto il fascino dei misteriosi ipogei di Santarcangelo, che non sono stati ancora spiegati nonostante le ricerche. Ma forse il capitolo che più mi ha colpito è stato quello relativo ad Allegra, la figlia del poeta Byron, che morì a quattro anni a Bagnacavallo, senza che il celebre padre, interessato solo a se stesso e all’amante del momento, andasse a trovarla».

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