Può un tema delicato, intenso e difficile trovare spazio tra le pagine di un fumetto e arrivare quindi a toccare un target di lettori più ampio e composito?

Leggendo “Quando non mi vedi”, la prima graphic novel di Bacchilega Junior, la risposta non può che essere affermativa.

Il racconto parte da un fatto di cronaca realmente avvenuto nel bolognese – un grave episodio di bullismo – e analizza a fondo la tematica divenuta tristemente attuale sulle pagine dei quotidiani e alla tv.

Il fumetto parte dalla decisione di uno studente del secondo anno delle scuole medie di portare avanti la propria crudele opera di tortura nei confronti di una compagna di classe, la “balena”. Quando il ragazzo la aggredisce con un coltello alla fermata del bus, viene sorpreso, fermato e quindi denunciato: inizia così un lungo percorso di consapevolezza e cambiamento che coinvolge tutta la classe, seguita da una psicologa decisa ad accompagnare i ragazzi attraverso una serie di incontri capaci di farne emergere tutto il bagaglio di problematiche, dolore e tormenti.

Il testo è opera di Arianna Marfisa Bellini, laureata in Psicologia a Urbino e specializzatasi come psicoterapeuta a Milano, che dal 2000 vive a Bologna dove si occupa di affrontare i sintomi del disagio giovanile e contemporaneo di adolescenti e preadolescenti, seguendo in particolare la clinica del bullismo e della dipendenza da Internet.

“Quando non mi vedi” nasce dalla collaborazione tra la casa editrice imolese e Dedalus – di cui l’autrice è stata responsabile fino all’aprile 2018 – centro di clinica psicoanalitica bolognese che dal 2009 si occupa della cura del disagio giovanile e contemporaneo, attraverso progetti mirati all’ascolto e al sostegno dei ragazzi in difficoltà, tra cui “PsyinBo” che dal 2012 permette all’équipe di esperti di operare presso lo sportello Informagiovani del Comune di Bologna.

Dall’esperienza di Dedalus e dal fatto di cronaca che fece scalpore e che coinvolgeva una baby gang della periferia bolognese, è nata questa storia in cui la scuola fa da scenografia ai personaggi ben delineati e agli episodi tesi a rompere il tabù che spesso il bullismo rappresenta fra giovani e non più giovani: “Quando non mi vedi” diventa così l’occasione per far riflettere sulla difficile tematica della violenza tra coetanei, non solo i ragazzi, ma anche gli adulti – educatori, istruttori, insegnanti – che talvolta non riescono a comprendere fino in fondo motivazioni e dinamiche sottese dietro una tematica così attuale e presente nella nostra quotidianità.

La narrazione – grazie anche alle tavole dai tratti semplici e intensi, opera del progettista grafico e illustratore Massimo Pastore, art director dello studio Anonima Impressori di Bologna, che da anni si occupa di progettazione visiva – ha una forte valenza di storia pura, senza alcuna morale sottesa: il bullismo viene così analizzato in quanto sintomo dell’adolescenza, non come predisposizione alla criminalità. L’attenzione viene così posta dall’autrice non solo sulle “vittime”, bensì sui “bulli”, sulla loro difficoltà nel gestire le emozioni, sulle diverse e complesse motivazioni e drammi che li hanno spinti a indossare la maschera del prevaricatore, dell’individuo che utilizza la violenza come tremendo sintomo e messaggio di qualcosa di nascosto, non confessato e sofferto.

Attraverso l’adattamento della storia a fumetti e l’inserimento di elementi fantastici come chiavi simboliche funzionali alla narrazione, “Quando non mi vedi” diventa un invito all’ascolto, al dialogo, all’interazione fra tutte le realtà che possono trovare coinvolgimento attivo nell’affrontare e nel superare con strumenti adeguati un problema sentito, presente e trasversale quale è il bullismo.

“Quando non mi vedi”, Bacchilega, Imola, 2020, pp. 134, euro 13

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