Appassionante e irreverente, “Tre dee alla scuola media. Olympos’ got talent” è il seguito al primo riuscitissimo capitolo scritto da Lia Celi (classe ’65), celebre firma di “Smemoranda”, “Cuore” e di numerose pubblicazioni editoriali, autrice di diversi programmi radio e tv, penna dotata di una ironia intelligente e arguta.

La scrittrice torna alla letteratura per ragazzi – in particolare rivolta ai giovani lettori dagli undici anni in su – con il secondo appuntamento edito dalla casa editrice Piemme e inserito nella collana “Battello a vapore”, per cui l’autrice ha firmato la serie di successo “Volley star”.

Se nel primo volume l’autrice parmigiana naturalizzata riminese era riuscita a fondere l’amore per la parola scritta e la passione per la cultura classica – riuscendo a far amare ai più giovani un universo letterario ricchissimo e affascinante ma spesso percepito come realtà distante, incomprensibile e noiosa –, in questa seconda puntata Celi si immergere nell’antichità attraverso gli occhi di una «vera ragazza ribelle».

La narrazione si apre con il dispettoso dio del tempo Crono che – dopo aver inviato nel primo capitolo “le celeb più in vista dell’Olimpo”, Afrodite, Atena e Artemide, nel futuro – questa volta sceglie di spedire nel passato Amerigo e Ste, due giovani mortali che si ritrovano improvvisamente nell’età di Pericle.

I due protagonisti, all’ombra del Partenone in costruzione, incontrano Stratonice, giovane convinta della necessità di impegnarsi per cambiare il mondo, un universo antico che però nel racconto ha tantissimi punti in comune con la caleidoscopica attualità.

Ecco allora che tra oracoli oscuri, emergenze ambientali e scene esilaranti dotate di grande visività e dialoghi serrati, i ragazzi dovranno ricorrere all’aiuto delle tre divinità per tornare a casa e riuscire a dare il loro contributo al «talent show più rivoluzionario dell’antichità», da cui pare dipenda il destino dell’intera umanità.

L’ultimo capitolo della saga greca con le «divinità più cool e famose dell’Olimpo» – in cui Celi regala anche un accorato ringraziamento a Federicomaria Muccioli, docente di Storia greca, scomparso recentemente e grande amico della scrittrice – diventa una nuova riuscitissima occasione per limare le distanze e i pregiudizi che spesso vestono la letteratura mitologica e far riflettere i giovani lettori, grazie alla scrittura veloce, arguta e serrata dell’autrice, sul presente, sulla forza dei sogni, sulla necessità di impegnarsi per un futuro migliore.

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