RAVENNA. L’Histoire du soldat è lo spettacolo-gioiello creato da Stravinskij poco più di un secolo fa. E che quest’anno è in scena al teatro Alighieri: alle prove di questi giorni seguirà la trasmissione di sabato 23 gennaio, alle 18 su ravennafestival.live, dove rimarrà disponibile on demand. Una storia da raccontare, suonare, danzare; una fiaba popolare su cui si innesta uno dei grandi miti della modernità.
Streaming gratuito
Il nuovo appuntamento in streaming gratuito segna la ripartenza delle attività del teatro nel nuovo anno e celebra l’apertura della stagione d’opera e di danza 2020/21 con una dedica al compositore russo in occasione del 50° anniversario della morte. Con la regia di Luca Micheletti e direzione e concertazione di Angelo Bolciaghi alla guida di sette strumentisti, la produzione in lingua italiana della compagnia teatrale I Guitti e CamerOperEnsemble vede impegnati in scena altri quattro interpreti oltre allo stesso Micheletti. Mentre quest’ultimo veste i panni del diavolo, il soldato è Massimo Scola, il narratore Valter Schiavone e la principessa Lidia Carew; le scene danzate del diavolo sono affidate invece ad Andrea Bou Othmane.
Un Faust russo
Il mito di Faust è qui declinato nella forma delle leggende russe raccolte e pubblicate da Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev tra il 1855 e il 1864, molto amate da Stravinskij. La connotazione russa raggiunge dimensione universale nelle peripezie di un uomo che cede la propria anima – simboleggiata dal violino – al diavolo. La rinuncia al violino esclude il soldato dalla propria stessa vita e le ricchezze ottenute dal patto con il diavolo non compensano la perdita degli affetti. Il solenne monito che chiude l’opera, «non è consentito avere tutto, la felicità è una», è da intendersi come un invito a dar valore al presente e a ciò che si ha e si è.
Il soldato è l’Uomo
Nelle sue debolezze e speranze, miserie e conquiste, il soldato è l’Uomo. Stravinskij mette l’anima a nudo. La storia si avvale della guida di un narratore, che, al pari della piccola compagine orchestrale, è in scena e quindi componente viva dell’azione.
Una suite
Mentre la regia di Luca Micheletti prosegue idealmente la riflessione sulla figura di Faust, iniziata per la Trilogia d’autunno con la produzione di “Faust rapsodia”, alla direzione musicale di Angelo Bolciaghi è affidata una partitura che si presenta come una suite costituita da pezzi distinti: una marcia, una pastorale, una marcia reale, un tango, un valzer, un ragtime…
Per la visione è disponibile la app gratuita di ravennafestival.live per Android e iPhone.

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