È stato un debutto che lascia ben sperare quello di ieri per il Campus universitario di Cesena. Sono ricominciate le lezioni e anche se ancora non è possibile mettere nel cassetto l’esperienza della didattica online, le aule si sono riempite di studenti e docenti pronti a misurarsi con la didattica “ibrida”, cioè in presenza ma anche con la possibilità di collegarsi da remoto.
«È andata bene – esordisce il presidente del Campus Massimo Cicognani – Abbiamo avuto una grande collaborazione da parte degli studenti che hanno rispettato in maniera scrupolosa le regole. Avevamo preparato tutto con buon anticipo, ma dovevamo ancora testare sul campo la validità dei protocolli e da tutte le sedi del campus ho avuto tutti riscontri positivi».
Le uniche criticità rilevate nella giornata di ieri riguardano l’applicazione “Presente”, creata dall’Università per consentire agli studenti e alle studentesse di prenotare il posto in aula per seguire le lezioni in presenza. «Avendo dovuto ridurre al 50% la capienza delle aule per mantenere il distanziamento, dobbiamo fare ricorso a una formula ibrida, con una parte di studenti che seguono in aula e una parte che segue in diretta da casa». Agli allievi è stato chiesto di scaricare l’applicazione “Presente”, tramite la quale prenotare settimanalmente il posto in aula, «nel caso in cui la domanda fosse superiore alla disponibilità dei posti scatterebbe la turnazione. Ma al momento questo è un problema che non abbiamo avuto». Le criticità registrate nella giornata di ieri hanno a che fare con «la fase di rodaggio dell’applicazione». Durante la mattinata «ci sono stati dei casi, pochissimi per fortuna, di studenti a cui la app aveva dato disponibilità quando questa non c’era. Nella maggior parte dei casi si è trattato di studenti che non si erano accorti che in realtà la lezione si sarebbe tenuta solo online. Siamo riusciti quasi sempre a trovare una soluzione e dove non ci siamo riusciti, ci siamo scusati».
Facendo «una stima grossolana», al momento l’organizzazione messa in piedi al Campus di Cesena consente di avere «al massimo fino a un terzo di didattica solo online» per ciascun insegnamento. «Nel mio caso – racconta Cicognani – ho tre lezioni a settimana, e di queste una è solo online, le altre due con questa formula mista». Anche sul “lato docenti” il primo giorno pare essere stato un successo: «Ho ricevuto feedback positivi – riferisce Cicognani – Addirittura un collega ha scritto una lettera per ringraziare il personale informatico e la segreteria didattica per l’allestimento delle aule che consente una didattica pienamente soddisfacente».
L’investimento tecnologico per adeguare le aule alla nuova formula non è stato da poco: «Tutte sono state dotate di schermi touch, microfoni e telecamere ambientali per consentire a chi non può presenziare in aula di seguire in diretta la lezione. Preparare questa nuova modalità ha richiesto da una parte un investimento di svariati milioni da parte dell’Ateneo, ma dall’altra ha chiesto ai docenti di mettersi in gioco, rivedendo in modo di impostare la propria didattica».
I primi dati relativi all’andamento delle immatricolazioni lasciano ben sperare: «Abbiamo solo anticipazioni e bisognerà attendere i dati definitivi, ma al momento pare che il temuto calo di iscritti non ci sia stato, probabilmente anche grazie alle misure messe in campo per garantire il diritto allo studio».

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