L’esempio virtuoso e vincente: così lo scafo dismesso risorge

Nautica, sport e sostenibilità ambientale si alleano e dimostrano ancora una volta che l’economia circolare è possibile. È la sfida, già vinta anche se ancora molto da giocare, di Arca Fondi SGR, player di riferimento nel mondo del risparmio gestito, e Fast and Furio Sailing Team, da decenni protagonista sui campi di regata nazionali e internazionali. Hanno preso uno “scarto” e ne hanno fatto un simbolo di vittoria sportiva e non solo. Era il 2019 quando, con uno sguardo visionario e lungimirante assieme, seppero intravedere in uno scafo dismesso e abbandonato da tempo a Minorca delle potenzialità ancora tutte da rimettere in circolo.

Ne è nato il Maxi 100 Arca SGR, imbarcazione che ha inanellato una serie di vittorie da far sognare gli appassionati di nautica. Ora la scommessa raddoppia perché l’obiettivo è fare dell’operazione Maxi 100 un vero e proprio progetto ESG (Environmental, Social, Governance), ovvero capace di perseguire gli obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance, come dice l’acronimo.

«Tutte le tematiche ESG e l’importanza dei relativi rating sono per il mondo della finanza e dell’economia una sfida quotidiana e un ambito di confronto serio con risvolti assolutamente reali e tangibili – commenta Ugo Loeser, l’Amministratore delegato Arca Fondi SGR-. Questi valori sono nel DNA del Fast and Furio Sailing Team e quindi, mai come oggi, possiamo affermare che vi sia ben più di una convergenza assoluta di intenti, obiettivi e azioni tra chi va sul campo di regata per provare a vincere e chi fornisce a questi talenti i mezzi per confrontarsi ad armi pari con avversari di grandissimo spessore. La scelta di essere ‘dentro’ allo sport, in questo caso alla vela e con uno dei migliori Team italiani in circolazione, significa anche condividere una passione che, a sua volta, significa emozioni. Questi sono dei driver straordinari per potenza, immediatezza e coinvolgimento; elementi indispensabili per amplificare al massimo l’impegno ESG che oggi non è più solo di Arca SGR ma di tutto il Team e che, dal nostro mondo di riferimento, si espande a quello dello sport».

Una realtà così pionieristica nel mondo sailracing si propone così, pensando soprattutto alle nuove generazioni, di tracciare la rotta non solo per l’universo sportivo. Lo sviluppo di tutto il progetto è stato guidato dal concetto di “Life Cycle Thinking”, i cui obiettivi sono la riduzione dell’uso delle risorse e delle emissioni nell’ambiente di un prodotto durante tutto il suo ciclo di vita, migliorando anche le sue prestazioni socio-economiche. Un modello alla base dell’economia circolare e al centro dell’impegno delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

«Vedere il Team coinvolto e chiamato a scendere in campo in contesti anche extrasportivi e su temi di grande responsabilità – spiega Furio Benussi, Project Manager Fast and Furio Sailing Team – è qualcosa che ci emoziona, in parte ci sorprende per l’entusiasmo con cui veniamo accolti e ci coinvolge profondamente come uomini prima ancora che come atleti. Lo sport e la vela dimostrano, non solo con noi, che si può davvero assumere un ruolo sempre più centrale nella società e nella qualità di vita di ognuno, in particolare per quanto riguarda il futuro da garantire alle nuove generazioni».

È molto forte anche la vocazione sociale del progetto. Con la Fondazione Laureus per l’Italia si è avviata una collaborazione per coinvolgere i ragazzi dei quartieri difficili di Napoli in un percorso educativo attraverso la vela, con il Porto dei Piccoli si organizzano uscite in mare sul Maxi 100 per i piccoli pazienti dell’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova e di altri centri di cura, con la Fondazione Io Do Una Mano si stanno delineando sinergie per donare a bambini che ne hanno bisogno arti artificiali ottenuti da rifiuti plastici riciclati. Partecipa al progetto anche One Ocean Foundation, realtà impegnata nella tutela del patrimonio marino. Riccardo Bonadeo, il suo Presidente, sottolinea l’importanza di un impegno che si manifesta non solo nella tutela del mare quando il team è in navigazione, ma anche, a terra, nella divulgazione di principi e buone pratiche. Un impegno sociale e ambientale che permea tutto il progetto e conferisce una connotazione molto speciale alle sfide agonistiche che da qui ai prossimi 6 mesi Maxi 100 dovrà affrontare, in un calendario di regate davvero intenso.

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