L’endometriosi, malessere che rischia di “isolare”

«Molte donne ritengono che il dolore durante il ciclo mestruale sia normale, ed è questa una delle cause per cui l’endometriosi in Italia è una patologia sottostimata». A parlare è Laura Letizia, psicologa e psicoterapeuta, che si occupa di donne ed endometriosi nel suo studio di Faenza e come psicologa di APE (Associazione Progetto Endometriosi): «Molte donne arrivano in terapia – continua l’esperta – dopo anni di sofferenza alla ricerca di una diagnosi, talvolta, difficile da ricevere. Per molto tempo non riescono a dare un nome a questo dolore, non si sentono comprese e tutto questo può portare a un malessere psicologico».

L’endometriosi è una malattia cronica benigna dovuta a uno stato infiammatorio per cui l’endometrio (la mucosa che riveste internamente la cavità uterina) sfaldandosi, non fuoriesce del tutto con le mestruazioni. Le cellule che rimangono si vanno quindi a localizzare al di fuori della cavità uterina, sulle ovaie, sulle tube, arrivando a coinvolgere anche organi distanti: «Tendenzialmente si tratta di una patologia diagnosticabile con un’ecografia e con l’ascolto attento del racconto della donna, ma ancora manca una formazione abbastanza diffusa adatta a individuarla. Bisogna conoscerla e pensarla, per questo per chi si riconosce nei sintomi è importante che si rivolga ai centri specializzati».

La sintomatologia è vasta, qualche volta assente, talvolta subdola: «Dolore prima e con le mestruazioni o durante i rapporti sessuali, disturbi gastrointestinali, stanchezza cronica sono i sintomi più comuni. Spesso le altre persone faticano a comprendere queste donne che sono sempre stanche, a volte persino per giocare con il proprio figlio o addirittura per cambiare canale alla tv. L’endometriosi è una malattia che ha notevoli impatti sui vari aspetti quotidiani e sociali della donna, che nei casi più gravi fatica a mantenere un lavoro, o ad accettare gli inviti a cena fuori perché non sempre tollera bene ogni alimento».

Il primo strumento per stare meglio è parlarne con un esperto: «Ciò è importante sia per la paziente per non sentirsi sola, sia per le persone che le sono accanto, che la vedono star male e si sentono impotenti. Il dialogo permette ai mariti di sentirsi maggiormente coinvolti e di comprenderle nelle loro necessità, mentre le donne, imparando a esprimere i propri bisogni, possono affrontare meglio la malattia e a vedere negli altri non persone insensibili che le fanno sentire fuori posto o sbagliate, ma bensì delle risorse».

Questa patologia può avere un’influenza negativa anche sulla coppia: «Il dolore durante i rapporti sessuali mette in crisi svariate coppie, perché l’endometriosi è una presenza ingombrante. Se per la donna l’intimità può essere vissuta con ansia a causa della paura di provare dolore, anche il partner può essere a disagio all’idea di offrire non piacere ma bensì sofferenza. Per questo è necessario sostenere anche il compagno e accogliere anche i suoi vissuti emotivi. Queste coppie, inoltre, sono spesso infertili e arrivano nei centri di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dove iniziano un percorso molto faticoso».

Le cause dell’endometriosi sono a oggi ancora sconosciute: «Da un punto di vista psicologico, l’endometriosi va accettata e non combattuta. La donna deve imparare a conoscerla, capire come reagisce il proprio corpo che da nemico diventa una parte di sé di cui prendersi cura».

L’endometriosi è anche una malattia relazionale che coinvolge tutta la famiglia: «Una diagnosi chiara può essere un aiuto per tutti anche se all’inizio non sarà facile perché influisce sulla propria identità: nessuna di noi si immagina malata e soprattutto con una patologia cronica. Non si deve sminuire il dolore, ma la donna deve anche ricordare che ha una malattia ma non è la sua malattia e che con l’endometriosi si può avere una vita piena e soddisfacente».

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