Legambiente si scaglia contro il dj-set previsto nel bosco di Fusignano

FUSIGNANO. Il dj-set in un’area boschiva protetta a Fusignano fa inalberare Legambiente che si scaglia contro il concerto in programma il prossimo 7 luglio nel bosco di Fusignano, uno dei sei appuntamenti estivi di Terrena, rassegna di “land art diffusa” nella bassa Romagna, alla sua seconda edizione. Il circolo dell’associazione ambientalista Cederna punta il dito contro l’evento organizzato dall’Unione dei Comuni e si rivolge alla Regione Emilia Romagna perché ne valuti la compatibilità con le finalità dell’area. Gli ambientalisti storcono il naso sulla serata musicale che ha come tema “spirito primitivo, elettronica, interventi jazz, improvvisazione, chitarre affilate, break di batteria di taglio hip-hop, flussi”. Come spiega Yuri Rambelli, presidente del Circolo, già lo scorso anno erano state mosse aspre critiche per la scelta di organizzare “iniziative che poco avevano a che fare con la natura e la tutela della biodiversità, con luci e musica ad alto volume fino a tarda notte”. Per quest’estate quindi “ci auguravamo che si fosse scelto di fare iniziative più in linea con le finalità istitutive – prosegue – e con le prescrizioni previste per la fruizione di quest’area protetta”.

Al contrario, si prosegue “con un modello di evento che ci sembra del tutto fuori luogo”. Legambiente ricorda quindi come il bosco di Fusignano sia parte dell’area di riequilibrio ecologico “Canale dei Mulini di Lugo e Fusignano”, in cui “bisognerebbe entrare come ospiti, in punta di piedi”, chiosa. Non sono certo aree in cui “imporre alla natura il rumore e la presenza umana”. Le stesse linee guida emandate dalla Regione per queste aree, ricorda Legambiente, parlano infatti di “conservazione, tutela e ripristino degli ecosistemi e degli habitat naturali e seminaturali e della diversità biologica in tutte le sue forme, di promozione della conoscenza del patrimonio naturale e delle identità storico culturali rappresentate, di fruizione dell’area indirizzata alla scoperta e al godimento degli ambienti naturali e di educazione ambientale”. In parallelo, si vietano o regolamentano “tutte quelle attività che possano arrecare danno o disturbo all’area”, inclusa “la produzione di suoni e rumori molesti”. Di qui la richiesta rivolta alla Regione, affinché in base a quanto prescritto, valuti se l’evento in programma risulti compatibile con le caratteristiche dell’area protetta.

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui