L’economia ravennate rallenta meno Recupera 0,6 %

Per i prossimi mesi, prudenza, in un quadro che sarà comunque di lieve crescita. Poi uno sviluppo che dovrebbe prendere abbrivio, a partire dal terzo trimestre. Le ultimissime stime, riviste da Prometeia (Scenari – edizione gennaio 2023), segnalano per la realtà Ravennate ciò che il presidente di Confindustria prevede per la Romagna. Per via della frenata del secondo semestre, il valore aggiunto della provincia di Ravenna dovrebbe rallentare la corsa dell’economia, chiudendo il 2022 con un +3,8%. Rallentamento però meno violento del previsto, con 0,6 punti percentuali in più rispetto alle precedenti previsioni. Le difficoltà nelle catene produttive internazionali, portano però a una frenata dell’attività nell’industria (-1,6%). La crescita è ancora sostenuta nelle costruzioni (+22,5%), settore che ha continuato a trarre vantaggio dalle misure a favore della ristrutturazione edilizia, mentre prosegue più moderata nei servizi (+4,5%). Nel 2023 si accentuerà lo scenario recessivo per l’industria (-2,7%).

Per il settore delle costruzioni la tendenza positiva subirà un deciso rallentamento (+5,3%), con lo scadere delle misure adottate a sostegno del settore. La dinamica dell’inflazione e l’aumentata incertezza, comprimendo il clima di fiducia, determineranno un ulteriore rallentamento dei consumi (e la variazione della loro composizione a favore di quelli essenziali, soprattutto da parte delle fasce della popolazione più a rischio), che dovrebbe portare a ridurre più decisamente il ritmo di crescita del valore aggiunto dei servizi (+1,2%). Aspettative per il prossimo trimestre si diversificano molto fra i settori dell’industria manifatturiera; ma quello che spicca, è che le imprese dei settori del manifatturiero contano molto sulle commesse dall’estero per le previsioni più ottimistiche del prossimo trimestre. La previsione per il 2023 è, comunque, di un +0,4% di valore aggiunto, uno scarto di mezzo punto percentuale migliore rispetto alla precedente stima. A fare la differenza sarà l’export, determinante nella crescita 2022. Nei primi nove mesi dell’anno appena concluso, le imprese della provincia di Ravenna hanno esportato beni e servizi per oltre 4.842 milioni di Euro (a valori correnti) e raggiungono il nuovo massimo della serie storica dei corrispondenti periodi, analizzati dal 2010; l’aumento tendenziale vale quasi 1.063 milioni di euro in più rispetto al l’analogo periodo del precedente anno. Inoltre, l’ammontare complessivo risulta in crescita anche rispetto ai precedenti ed equivalenti periodi pre-Covid: le esportazioni ravennati sono state superiori del 38,7%, in termini di variazione percentuale, rispetto all’identico periodo del 2019, vale a dire circa 1.351 milioni in più di quanto realizzato nel 2019.

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