Le voci di “Noi partigiani” nel libro di Lerner e Gnocchi

RIMINI. «Chi liquida l’antifascismo riducendolo a ideologia obsoleta deve fare i conti con l’insegnamento che ci viene da questi uomini e da queste donne ancora presenti fra noi. La scelta da essi compiuta quando erano ragazzi deve rinnovarsi, a partire dal loro esempio, perché il fascismo non abbia un futuro».

Fra tre giorni, il 25 aprile, cade il 75° anniversario della Liberazione, e per l’occasione esce domani il libro Noi partigiani. Memoriale della Resistenza italiana (Feltrinelli editore), un grande racconto in prima persona della Resistenza.

I giornalisti Gad Lerner e Laura Gnocchi hanno raccolto anche in ebook testimonianze di partigiane e partigiani di ogni estrazione e classe sociale. In mezzo a nomi più noti, come quello del parlamentare Aldo Tortorella o della femminista Lidia Menapace, all’interno del volume sono presenti anche le voci di due partigiane attive in Romagna: Ida Valbonesi di Forlì e Adelina Grossi di Massa Lombarda.

Lerner e Gnocchi, insieme all’Anpi, la cui la presidente Carla Nespolo firma la prefazione, hanno costruito uno straordinario romanzo collettivo, frutto della raccolta di oltre 400 interviste video realizzate a chi partecipò attivamente a quei venti mesi che riscattarono l’Italia e le permisero di ricostruirsi. Prima che sia troppo tardi. Prima che la loro memoria svanisca per sempre. Perciò questo volume – benché, come ammettono gli stessi autori, tardivo perché molti di quei protagonisti sono già morti – è oggi più che mai prezioso.

Anche su Rai3

Oltre al libro, le storie dei partigiani saranno raccontate in una trasmissione tv condotta da Gad Lerner e trasmessa su Rai 3 dal 27 aprile alle 20.30.

Il grande progetto multimediale

In realtà il progetto è molto più ampio e prevede la realizzazione nell’arco di 2 anni di un grande archivio multimediale, un memoriale che fornirà ai ricercatori un’importante documentazione da fonte diretta nonché un moderno strumento di conoscenza per le prossime generazioni.

«Una grande operazione culturale – dice l’Anpi – per rinnovare la consapevolezza che la Resistenza costituisce un passaggio decisivo per la costruzione della convivenza civile».

Anche qui, in questo “Memoriale della Resistenza” il cui registro provvisorio è pubblicato in calce, sono già moltissime le testimonianze raccolte provenienti dalla Romagna, soprattutto dalle zone del ravennate e dell’imolese, ma la ricerca continua (info: ufficiostampa@anpi.it, 320 0361804).

Le romagnole nel libro

Ida Valbonesi, nome di battaglia “Idina” , forlivese, classe 1924, lavorava come staffetta nell’8ª Brigata Garibaldi e nel Comando unificato dell’Emilia-Romagna. Racconta l’insurrezione delle operaie e delle madri di Forlì davanti alla caserma di via della Ripa il 24 marzo 1944, lo stesso giorno dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Ma, dice, «a Forlì tutti avevano capito che il fascismo poteva essere sconfitto». «Per prima cosa organizzammo un Gruppo di difesa della donna», gruppi che «riunivano donne appartenenti a mondi diversi». «Non avevo ancora vent’anni quando fui segnalata come ragazza affidabile ai capi delle formazioni partigiane». Fu il mitico comandate Tabarri ad arruolarla: con la bicicletta arrivava perfino a Bologna, trasportando messaggi, viveri, ma anche armi, e più di una volta rischiò di essere catturata.

Adelina Grossi (Massa Lombarda, 1927), anche lei parte dei Gruppi di difesa della donna, ricorda invece come, appena 16enne, riuscì a scampare al massacro del 17 ottobre 1944, quando tedeschi e fascisti fucilarono per rappresaglia dieci componenti della famiglia Baffé insieme ad alcuni lavoranti e sfollati, in tutto 17 persone, e in una vicina casa colonica uccisero e bruciarono 5 persone della famiglia Foletti. Interessante la sua testimonianza sul ruolo delle donne dopo la Liberazione, quando tornarono d’improvviso a occupare il posto davanti al focolare senza poter neppure votare: «E invece nelle riunioni clandestine di voto alle donne si parlava, ed era una cosa che entusiasmava».

Molte cose sarebbe cambiate da allora, altre sarebbero drammaticamente tornate.

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