“Le Supplici” di Euripide apre il Plautus Festival 2022

Si riapre l’arena di Calbano per il primo spettacolo di prosa del 62° Plautus festival di Sarsina, il primo diretto da Edoardo Siravo. Torna il teatro antico, torna la tragedia greca; quella che va in scena stasera alle 21.30 è una tragedia tutta al femminile; è “Supplici” di Euripide scritta attorno al 423 a. C; Maddalena Giovannelli ne ha ricavato un adattamento per sette attrici che interpretano il coro di madri e gli altri personaggi, dirette dall’interessante regia di Serena Sinigaglia. A vestire i panni di madri dolenti sono Francesca Ciocchetti, Matilde Facheris, Maria Pilar Pérez Aspa, Arianna Scommegna, Giorgia Senesi, Sandra Zoccolan, Debora Zuin.

La vicenda racconta di un gruppo di donne di Argo, madri di guerrieri morti nell’assalto fallito a Tebe (quello che il tragico Eschilo racconta in “Sette contro Tebe”). All’altare di Demetra supplicano gli ateniesi di aiutarle a seppellire i propri figli, in quanto i tebani negano la restituzione dei cadaveri. Teseo re degli ateniesi decide di aiutarle. Quando un araldo tebano giunge per intimargli di non intromettersi, controbatte con un discorso in cui difende valori di democrazia, libertà, di uguaglianza di Atene contrapposti alla tirannide di Tebe. L’accordo non si trova e scoppia la guerra tra le due città, Atene vince e i cadaveri vengono restituiti. Quindi, il re di Argo Adrasto, che accompagna le madri, celebra i caduti con un discorso. Entra il corteo con i capi argivi caduti; Adrasto recita l’elogio di ciascuno e avvia il rito funebre. Succede però che Evadne, moglie del caduto Capaneo, si getta da una roccia sul rogo dove è cremato il marito, in un atto estremo di devozione. Appare la dea Atena che fa giurare al re Adrasto eterna riconoscenza e alleanza fra Atene e Argo.

Serena Sinigaglia (1973) da venticinque anni si è messa in luce come regista, nella compagnia Atir, con regie moderne spesso legate ai classici rilette con sintesi efficace; in Romagna è stato applaudito il suo “Romeo e Giulietta” il primo importante lavoro d’esordio; più di recente le sue “Allegre comari di Windsor”.

Due testi shakespeariani che rivelano la passione di Sinigaglia per i classici come ha dichiarato anche in occasione di questo lavoro di teatro antico. «Amo i classici da sempre – le parole della regista – con essi imparo cos’è il teatro e cos’è l’essere umano. Con i contemporanei imparo a conoscere la realtà presente e l’epoca in cui vivo. Per me classico e contemporaneo si specchiano l’un con l’altro, si nutrono a vicenda. Come tradizione e innovazione». Da anni pensava alle Supplici di Euripide, oggi ha trovato il tempo giusto: «Il crollo dei valori dell’umanesimo, il prevalere della forza, dell’ambiguità feroce, il trionfo del narcisismo emergono da questo testo per ritrovarsi tra le pieghe dei giorni stranianti e strazianti che stiamo vivendo».

Il testo mette in luce una democrazia ateniese che in realtà è più un’oligarchia dove prevale la legge del più forte. L’interpretazione dà risalto a sette prove d’attrici di esperienza che meritano attenzione.

Info: 0547 698102

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