Rimini, le “leggi” della spiaggia: cosa si può fare e cosa è proibito

Gli stabilimenti sono aperti da giorni, ma l’ordinanza balneare entra in vigore sabato, un “documento” che governa i pilastri dell’estate sulla sabbia: spazi, servizi, benessere.

Più spazio e più tempo

La spiaggia si conferma un vero “open space”, con un distanziamento tra ombrelloni che garantisce ai propri ospiti spazi adeguati: 18 metri quadrati il limite minimo di ombreggio nella zona nord di Rimini, mentre per la zona di Rimini sud la superficie minima è di 15 metri quadrati. Per il solo tratto tra gli stabilimenti 99 e 130, caratterizzato da una fascia di arenile più corta e da un’alta incidenza di hotel e quindi di turisti, la superficie di ombreggio è fissata a 12 metri quadrati. Più spazio dunque, ma anche più tempo: fino al 12 settembre i clienti potranno restare in spiaggia e utilizzare i servizi almeno fino alle 22. Gli impianti di illuminazione resteranno accesi dal tramonto all’alba.

Delivery sotto l’ombrellone

L’ordinanza consente a pubblici esercizi, ristoranti, laboratori artigianali di consegnare cibo su ordinazione in spiaggia. Sono una dozzina i ristoranti di spiaggia che hanno presentato domanda per proporre il servizio.

Sport e giochi

Gli sport individuali che si svolgono in spiaggia o in acqua possono essere praticati nel rispetto delle misure di distanziamento (almeno 2 metri). I giochi di spiaggia e le attività sportive sono consentiti esclusivamente negli spazi dedicati. Le aree gioco devono essere indicate individuando il numero massimo di bambini che possono accedere.

No plastic e no smoke

Confermato il divieto di vendita e distribuzione di bevande in bicchieri e con cannucce di plastica usa e getta. Nella stessa ottica, il divieto di fumo sulla battigia. Un provvedimento studiato per garantire il benessere dei non fumatori e ridurre la presenza di mozziconi.

Al mare con i cani

La balneazione per gli animali è consentita negli stabilimenti che ne fanno richiesta e gli animali possono entrare in acqua solo in fasce orarie definite e in specchi d’acqua individuati dai titolari degli stabilimenti che già dispongono di aree attrezzate per gli animali d’affezione. I proprietari devono garantire con la propria presenza la sorveglianza dell’animale, non lasciando mai i cani incustoditi.

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