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Assumendo la direzione del Corriere Romagna, voglio prima di tutto ringraziare l’azienda della fiducia e garantire ai lettori trasparenza, impegno e passione. Il Corriere ha un ruolo importante nella realtà del territorio, e sempre più, nei miei intendimenti, deve diventare un punto di riferimento per il lettore-cittadino. Un giornale non deve essere semplicemente un vaso da riempire di notizie ma piuttosto un fuoco da accendere. Questa è l’ambizione, questo il progetto. Un giornale deve essere amico del territorio e del lettore, attivo e attento, informare e al tempo stesso partecipare e contribuire positivamente alla vita quotidiana della comunità. È quello che il Corriere ha fatto e intendiamo continuare su questa strada con sempre maggiore convinzione e intensità, anche in tempi difficili come questi con l’incubo Covid. Una comunità cresce soltanto se ha dei forti valori condivisi e sa difenderli. La Romagna sicuramente li ha e sa farlo. Ha radici antiche e solide, è ricca di fermenti, emozioni e passioni, ha l’istinto per correre e la ragione per cercare l’equilibrio. È una terra che forse ha smarrito antiche rotte, come buona parte d’Italia, e ne sta cercando di nuove. Ma sa che può trovarle. E il Corriere vuole essere in prima linea, partecipando alla costruzione di uno spazio concreto di informazione libera, di servizio efficace, di dialogo, uno spazio dove i problemi si affrontano e approfondiscono senza verità preconcette nè spirito di parte ma con l’unica intenzione di cercare di contribuire a rendere più vivibile la realtà di ogni giorno.

Vogliamo continuare a dare voce a tutte le anime della società, stando ogni volta che sia necessario dalla parte di chi questa voce magari non ce l’ha, e a difendere con passione e tenacia il territorio. L’indimenticato Edmondo Berselli scriveva con leggero, irato disincanto “Questa Italia imprecisa…..” e nelle sue parole si intravedeva una Italia dove le verità sono sempre plurime, controverse, ingannevoli come in un gioco di specchi, dove possono essere rivoltate e stirate a piacimento, dove nessuno ha mai torto e le decisioni languono in vortici di parole o in stanze senza uscita. Ecco, di questa Italia imprecisa e fumosa non siamo e non saremo mai né complici né spettatori rassegnati. Nel dna del Corriere, e ringrazio anche per questo Roberto Masini, non c’è un giornale passivo ma un giornale che la realtà delle cose perlomeno va a cercarla, con ostinazione, dando spazio a tutti e svolgendo quel ruolo di sprone, di stimolo e di confronto aperto indispensabile a una sana vita sociale, sempre dalla parte dei nostri lettori, dei cittadini e della Romagna.

Argomenti:

corriere romagna

direttore

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