Le piccole storie di Luca Freschi a Cesena

I musei sono ancora chiusi, ma si possono trovare altri spazi dove l’arte può fare bella mostra di sé. La curatrice d’arte Francesca Caldari ha individuato a Cesena la boutique Monti di via Fantaguzzi, in pieno centro storico, per inaugurare la personale “Breviari” di Luca Freschi (Meldola, 1982), mostra organizzata da galleria Bonioni di Reggio Emilia. Vi sono esposti 15 lavori intesi appunto come breviari, ossia piccola sintesi della più vasta produzione dell’artista. Ogni pezzo si compone di due oggetti di uso comune, come può essere una banana (richiamo alla Pop Art), associato a chiavi, o monete, a pipa o forbici, in una sorta di dialogo che crea un piccolo storytelling narrativo. L’artista adatta i suoi contenuti alla vetrina della boutique, ne crea alcuni site-specific per lo spazio contemporaneo come vuole essere l’opera di Freschi. Il quale, dopo la formazione in Pittura all’Accademia di Bologna, si è specializzato nella tecnica del calco con la quale ha approfondito una ricerca incentrata sull’alterità della figura umana ma anche sulla memoria, personale e collettiva. Il romagnolo si propone di indagare un tempo che deve essere ricordato, per questo ogni sua opera desidera raccontare con gli objets trouvés una storia in grado di lasciare un’impronta, ricreando a sua volta quegli stessi oggetti. In una vetrina del negozio viene collocato il dittico “Vanitas”; vi spicca l’oggetto frutto banana qui utilizzato per riflettere sull’esistenza e caducità umana, tema questo che segna gran parte della poetica dell’artista.

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