SOGLIANO AL RUBICONE. «Quelle piantagioni di cannabis? Sono solo in parte per produrre marijuana. Tutta roba che mi serve per combattere il mal di schiena e che uso solo io senza smerciarla ad alcuno».
È la giustificazione che M.B. il 60enne arrestato dai carabinieri di Sogliano e di Rimini, ha dato ieri al giudice Massimo De Paoli che ne ha convalidato l’arresto. Per l’uomo, difeso dall’avvocato Giovani Majo, la procura aveva chiesto il passaggio dalla custodia ai domiciliari al carcere. Il giudice dopo averlo ascoltato ha sancito che il suo tenore di boscaiolo e fruitore di reddito di cittadinanza fosse più compatibile con l’obbligo di dimora nel Comune di Sogliano e l’obbligo di presentarsi quotidianamente alla firma dai carabinieri di Sogliano.
Due mattina fa il blitz: dopo aver individuato subito circa 160 piante di cannabis i militari hanno arrestato l’uomo che per le accuse ipotizzate a fascicolo dal pm Federica Messina ha coltivato, in due distinti appezzamenti di terreno, ancora altre 79 piante di marijuana in infiorescenza; sequestrate al pari di altre 78 piante di marijuana in fase di crescita e due barattoli di vetro con dentro 230 grammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana. In un flacone in plastica in casa c’erano anche 310 semi di cannabis pronti per future piantagioni da far crescere ma anche un frammento di appena 2 grammi di hashish.

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