Le iniziative in Romagna, fare una biblioteca “verde”

L’Agenda 2030 approvata dalle Nazioni Unite nel settembre 2015 ha individuato 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile che si propone di raggiungere entro il 2030. Anche le biblioteche possono e devono svolgere un ruolo in questo percorso e, coerente con la traccia indicata dall’Ifla (International Federation of Library Association), anche l’Aib (Associazione Italiana Biblioteche) ha individuato nell’accesso all’informazione l’elemento cardine della partecipazione delle biblioteche all’impegno per diffondere la conoscenza e la realizzazione degli obiettivi dell’Agenda 2030 nella società italiana.

La Sezione Emilia-Romagna dell’Aib, con il patrocinio dell’Asvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), ha presentato nel marzo scorso i risultati dell’indagine svolta sulle concrete attività delle biblioteche emiliano-romagnole nel campo della sostenibilità ambientale, in linea con il contesto internazionale e con le prospettive del PNRR italiano (Piano nazionale di Ripresa e Resilienza).

Sono stati 90 i progetti presentati (quasi la metà rivolte a un pubblico giovanile) e 74 le biblioteche coinvolte nelle iniziative rivolte allo sviluppo sostenibile, in un quadro di aumentata consapevolezza del ruolo delle biblioteche riguardo a questo tema. Non si tratta solamente di rendere le biblioteche edifici a basso impatto ambientale e virtuose amministrazioni nel campo della sostenibilità. La “biblioteconomia verde” si concentra sul ruolo delle biblioteche come rete di professionisti dell’informazione impegnati nello sviluppo positivo delle comunità di riferimento, anche sui temi della sostenibilità ambientale, favorendo la diffusione di dati attendibili e circostanziati, contro la disinformazione, per quel che riguarda le criticità che i cambiamenti climatici comportano, le conseguenze dei danni ambientali subiti dal territorio e la tutela del paesaggio nelle sue specificità locali. Decisioni responsabili, efficaci ed efficienti richiedono informazioni affidabili e comprensibili. Le biblioteche sono il tramite fra le fonti e la società civile. Basta sfogliare in Scoprirete, la rete delle biblioteche di Romagna e San Marino, lo specifico spazio dedicato fra le proposte di lettura alle “letture green”, sul tema ambientale e dei cambiamenti climatici. Dalle proposte didattiche rivolte ai più piccoli – come i percorsi multisensoriali della Malatestiana Ragazzi che accompagnano i piccoli utenti a diventare esploratori della natura urbana, le “Storie in giardino” organizzate dalla bibilioteca comunale “Maria Gioia” di Cervia e le letture per i piccoli e piccolissimi delle “Letture al Parco” della Biblioteca Manfrediana di Faenza – alle mostre ospitate in Biblioteca Classense, a Ravenna, dove il tema del recupero e del riciclo può trovare declinazioni poetiche, come nella mostra “Fatti non foste a viver da seduti”, con le vecchie sedie scolastiche recuperate e artisticamente ricontestualizzate da artisti emiliano-romagnoli sulla base della tematica dantesca.

E ci sono poi biblioteche che di questa vocazione ambientale hanno fatto la loro missione: la Biblioteca “Natura rerum” di Forlì, fondata nel 1996, struttura del centro giovanile “Scienza ed ecologia”, fa crescere la sua duplice natura di biblioteca per ragazzi e di centro per la divulgazione scientifica, soprattutto nel campo dell’ecologia, con un’attenzione anche per la geografia linguistica locale. Il “Fondo Romagnolo” della biblioteca è dedicato, infatti, alla promozione e salvaguardia della conoscenza del dialetto romagnolo e si configura come realtà che opera in stretta collaborazione con le attività associative del territorio.

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