Le idee per il Cesena durante e dopo i play-off

Il Cesena ha il dubbio di non sapere a quale campionato parteciperà la prossima stagione. In fondo è un bel dubbio, visto che le cose possono solo migliorare. Un anno fa di questi tempi c’erano ancora meno certezze: non si aveva contezza né sul tipo di campionato, né sul tipo di proprietà alla guida della società.

Cominciamo dal campionato: ci sono un allenatore e un direttore sportivo che stanno per mettere la valigia sul letto pronta per il viaggio, come cantava Julio Iglesias. Sulla carta, non è la condizione ideale alla vigilia dei play-off e sarà curioso vedere la reazione di una squadra che la pressione ha dimostrato di viverla male. Guardiamo al girone di ritorno: ogni volta che il Cesena ha pensato “ora tocca a me”, è andata a finire con rullate rumorose tipo Pontedera o un carrello di palloni nel sacco tipo Montevarchi. Quando invece gli altri erano quelli bravi, belli e forti, la Romagna bianconera ha quasi sempre fatto un’ottima figura, tranne lo stop di Pescara. Il Cesena arriva ai play-off con il tipico ruolo di underdog, americanismo sportivo per intendere una squadra non favorita, ma che in una sfida di andata e ritorno, hai visto mai. In fondo Pittarello è un potenziale animale da play-off, Bortolussi prima o poi tornerà qui al posto del sosia che corre come lui e non segna mai, Frieser dimostrerà con i fatti che non è un ufo e così via. E in prospettiva-sorteggio, più l’avversario è forte e meglio sarà per una squadra che ha bisogno di non sentirsi favorita, perché è un ruolo che fatica a reggere.

Nel frattempo, siamo nel pieno di un percorso societario che sta per portare a stretto giro di posta Robert Lewis e John Aiello nel ruolo di plenipotenziari del Cesena, in forte anticipo sui tempi. Un percorso non esattamente sereno: dai sorrisi in conferenza stampa, si è passati alle dimissioni a pioggia verso la stagione 2022-2023, la prima del Cesena made in Usa a tutto tondo. Ci aspetta un’estate dove si parlerà spesso di stadio Manuzzi, di Centro Sportivo di Martorano e magari anche di Villa Silvia, visto che l’unico capitale del Cesena restano le gambe dei calciatori. Ma soprattutto intriga l’aspetto-chiave della programmazione della nuova stagione, in Serie C come in Serie B.

Lewis qualche mese fa ha puntato l’indice sul ventre molle del calcio italiano dicendo: “Non concepisco che si possa iniziare una stagione sportiva sapendo che si finirà in perdita”. Per distacco, è stata la frase migliore degli ultimi mesi. Le fonti di spesa sono note a tutti, dal calciomercato per la prima squadra fino ai costi per il settore giovanile. Quello che sarà bello scoprire sono le nuove fonti di ricavo, ovvero quale è il progetto per trasformare il Cesena Fc in un ingranaggio che generi entrate al di là delle cessioni dei giocatori e la biglietteria. Una volta tornato dalla lunga avventura negli Stati Uniti in Nba, un nostro grande allenatore di basket che si chiama Ettore Messina ha sottolineato: “In Italia siamo ancora al punto di giudicare un’idea non nel merito, ma dalla sua origine, vedere se è un amico che la presenta”. Appunto, ora aspettiamo di entrare nel merito e siamo tutti curiosi di conoscere le idee di Lewis e Aiello per il Cesena.

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