Dopo il colpo condivide con gli amici di una chat ristretta l’immagine del prezioso bottino. Sarà un perito a esaminare nel dettaglio i contenuti del telefonino sequestrato al trentaduenne napoletano arrestato con l’accusa di aver rapinato dei loro Rolex una coppia di Riccione e una turista umbra nel giro di due giorni. Ma quello che hanno adocchiato gli investigatori, i carabinieri del nucleo operativo di Riccione guidati dal tenente Maurizio Guadalupi, al momento della cattura è davvero da non credere. Il rapinatore avrebbe filmato le proprie prede, individuate durante le passeggiate serali tra i possessori di orologi di pregio, con la probabile intenzione di sincerarsi del fatto che fossero originali e non delle semplici patacche. Di esperienza sul campo deve essersene fatta negli anni, ma nonostante l’occhio clinico si aiutava con dei fermo-immagine ingranditi per valutare i dettagli e decidere, di conseguenza, se entrare in azione o meno. Più singolare è però il passo successivo. Una volta messa a segno la rapina, infatti, il campano tornava a postare l’immagine dello stesso Rolex ripreso in precedenza quando a indossarlo era il legittimo proprietario. Stavolta però era saldamente nelle sue mani. Una smargiassata bella e buona, da sottolineare con una faccina sorridente e inviare agli amici, evidentemente tutta gente capace di apprezzare l’impresa invece di indignarsi per il reato commesso.

A indignarsi del fatto che l’uomo, Luigi Capuano, difeso dagli avvocati Giuliano Renzi e Gianluca Malavasi, abbia subito ottenuto gli arresti domiciliari sono stati in parecchi, comprese le vittime del colpo. Ancora sotto choc per essersi visti puntare una pistola alla testa (la settantenne turista umbra ha riportato dei graffi all’avambraccio e una lesione alla spalla), possono consolarsi con il fatto di avere riavuto indietro gli orologi (due del valore di 20mila euro ciascuno, l’altro da 12mila) nel giro di poche ore. Una circostanza della quale sono grati ai carabinieri di Riccione, impegnati adesso, anche attraverso una più dettagliata analisi dei contenuti della memoria del telefonino sotto sequestro, ad accertare eventuali contatti tra il rapinatore e persone legate al territorio. L’uomo, al momento dell’arresto che risale ai giorni scorsi, era in vacanza con la famiglia a Cattolica, ma per gli spostamenti notturni utilizzava uno scooter, di sua proprietà, ma intestato a un altro. In casa gli hanno trovati altri due Rolex, ancora senza proprietario.

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