Le aziende scelgono di illuminarsi meglio e risparmiare

Ci si può illuminare di meno oppure illuminarsi meglio. L’illuminazione di un edificio rappresenta circa il 17-20% dei suoi consumi energetici. Questo dato, ormai noto, è stato riconfermato anche dal recente rapporto di Assoimmobiliare – ENEA dal titolo “Benchmark di consumo energetico degli edifici per uffici in Italia”. L’obiettivo prioritario del risparmio energetico deve quindi andare necessariamente a toccare l’impianto di illuminazione.

Il controvalore in termini di risparmio di emissioni di Co2 durante l’anno è consistente. Con l’avvento delle nuove tecnologie, oggi è più facile effettuare interventi mirati a ottimizzare l’efficienza di un edificio. L’illuminazione a led ad esempio ha reso possibile controllare e gestire in modo efficace e automatizzato ogni singolo apparecchio d’illuminazione con conseguenti risparmi energetici.

Negli ultimi anni sono tanti i gruppi che hanno deciso di intervenire e mettere in campo una “svolta green”, soprattutto nel retail e nella gdo. E questo senza andare a scalfire logiche di marketing che in questo comparto danno alla luce e all’esposizione dei prodotti una grande importanza.

Zucchetti ha lanciato sul mercato un software per la raccolta e la gestione intelligente delle informazioni energetiche e ambientali che monitora l’utilizzo razionale delle risorse. Soluzione che è stata applicata a 30 punti vendita della catena Crai. Coop sta lavorando attivamente per rendere le sue strutture totalmente autosufficienti dal punto di vista energetico, installando sistemi di pannelli solari. Esselunga invece ha scelto di acquistare, a partire dal 2021, energia elettrica da fonti rinnovabili, portando a oltre 70% il numero dei suoi negozi oggi alimentati da questo tipo di energia. Altro esempio riguarda Tigotà, catena di drug store che vende prodotti di cosmesi, cura della persona e pulizia della casa, che nel 2022 concluderà un’operazione di relamping su vasta scala. Sono state sostituite le lampadine di vecchia generazione, più di 100mila, con led di nuova generazione, per ogni intervento di relamping si va ad abbattere di circa il 50% il consumo di elettricità con un controvalore stimato in termini di emissioni di 500 tonnellate di Co2 risparmiate all’anno. La società inoltre ha deciso di spegnere alcuni interruttori in metà dei propri punti vendita. La sperimentazione, iniziata il 1 giugno, prevede l’abbassamento del 30% dell’illuminazione in 291 store, i più grandi del gruppo. Terminata la fase di test, prevista verso fine settembre, l’azienda calcolerà il controvalore in emissioni risparmiate e studierà una modalità per consolidare l’iniziativa. «Quella di abbassare le luci è una scelta che guarda con concretezza al consumo responsabile delle risorse – afferma Tiziano Gottardo, presidente del gruppo Tigotà – il tema della tutela dell’ambiente ci tocca da molto vicino e ognuno di noi è oggi chiamato ad intervenire con azioni semplici ma tangibili».

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