Le aziende innovative crescono e incassano premi

C’è una startup che ha brevettato un’innovativa tecnologia di crioessiccazione, un’azienda in crescita che ha portato le sue soluzioni per la cybersecurity dentro le big delle telecomunicazioni Tim e Vodafone e poi c’è un’impresa che sta crescendo giorno dopo giorno nel campo biomedicale, grazie a tre round di investimenti con i quali ha raccolto 22 milioni di euro in sei anni. I loro nomi sono Liocreo, di Faenza, Technacy, di Cervia, e GreenBone, sempre di Faenza. Sono il volto innovativo di Ravenna. Non il solo, certo, ma comunque si tratta di tre realtà diverse tra loro, ma che hanno saputo ugualmente spiccare, dimostrando la capacità di questa fetta di Romagna nel saper dire la sua anche i campi tanto differenti.

Partendo da Liocreo, è notizia di questi giorni che la più piccola (in termini di età) delle tre case history è stata tra le premiate da Intesa Sanpaolo nell’ambito del programma Up2Stars per la crescita e valorizzazione delle startup innovative. Nella sezione bioeconomia a spiccare è stata proprio la neonata faentina, che ha sviluppato e brevettato un’innovativa tecnologia di crioessiccazione (o liofilizzazione) in grado di ridurre significativamente i costi di processo e migliorare la qualità del prodotto finito. Liocreo ha costruito e installato un crioessiccatore industriale che da circa un anno produce prodotti di alta qualità, commercializzati con il marchio Opi Frutta.

Sicurezza informatica

A pochi chilometri di distanza, nella marittima Cervia, dal 2011 c’è invece una pmi che sta crescendo a ritmo serrato. Technacy è una società del ramo delle telecomunicazioni fondata da Vittorio Foschi. Vettore della sua crescita è stato l’applicativo tethering: Netmon. Si tratta di una soluzione anti hacker per la sicurezza dei dati, dedicata a condividere la connessione internet su dispositivi mobile, monitorare e decidere in tempo reale cosa possano fare le sim aziendali e controllarne costantemente il traffico. In 10 anni è passata da 4 a 18 dipendenti e dal 2017 al 2020 il suo fatturato è cresciuto del 58,92%, mentre nel 2021 ha superato i 4 milioni di euro ed è stata selezionata nella classifica “Financial Times – Statista” tra le aziende che hanno raggiunto il più alto tasso di crescita annuale composto dei ricavi tra il 2017 e il 2020.

Il suo applicativo per la cybersecurity – tema tra i più caldi degli ultimi anni, specie quando si entra nel ramo delle telco – ha riscosso talmente tanto successo da essere stato scelto da big del settore del calibro di Tim e Vodafone, che rappresentano più o meno il 40% e il 60% del fatturato Italia dell’azienda cervese. In Portogallo ha tra l’altro in corso un accordo con Altice, mentre in Spagna è in trattativa con Telefonica ed Euskaltel per l’utilizzo sempre di Netmon.

A luglio di quest’anno la società ha acquisito ad un’asta pubblica l’ex colonia marina di Viale Italia 330 a Pinarella di Cervia, dove ora cominceranno i lavori per ospitare la nuova sede.

Biomedicale ortopedico

Tornando nuovamente a Faenza si arriva infine alla GreenBone, società altamente innovativa che opera nel campo della rigenerazione ossea. Fondata nel 2014, a darle risonanza è stato il progetto b.Bone, «biomateriale biomimetico – come spiegano dall’azienda – ricavato da materiali derivati dal legno di rattan». Gli innesti ideati dalla GreenBone imitano la chimica ossea naturale e nel solo 2022 ha già trattato più di 60 pazienti.

La sua invenzione è piaciuta anche ai fondi di venture capital, che hanno investito e continuano a investire su di lei, al punto che in sei anni ha raccolto 22 milioni di euro e nel 2021 le è arrivata una sovvenzione di 2,5 milioni di euro dal programma Eic Accelerator per lo sviluppo di una nuova indicazione nella chirurgia della fusione spinale.

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