L’dea: far nascere a Rimini un Parco dell’agricoltura

Far nascere a Rimini un “Parco dell’agricoltura”, che va oltre i tradizionali orti urbani ma che possa mettere insieme, in una sorta di patto generazionale, i giovani e i più anziani. È questa una delle proposte che sarà presentata nel corso del San Marino Green Festival nell’ambito di un incontro tutto dedicato al mondo rurale. «In Romagna c’è bisogno di aree pregiate per l’orticoltura che siano integrate nel tessuto urbano che siano a disposizione di tutte le comunità del territorio – spiega Alessandra Carlini, la promotrice del tavolo di lavoro dell’agricoltura del Festival – Rimini, con la sua conformazione, ben si presterebbe a questa sorta di ‘nuovo patto’, facendo convivere i terreni coltivati per il piccolo commercio e gli orti didattici, riservati ai più piccoli e alle attività formative spiegando il senso delle produzioni locali, della biodiversità e mettendo in guardia sugli effetti che il cambiamento climatico e l’inquinamento possono causare». Il progetto prevede un vero e proprio piano che consenta ai coltivatori affittuari di programmare le semine e gestire il terreno in prospettive a lungo termine. Diventerebbe, secondo Carlini, un «laboratorio sociale». «In questo modo si possono sperimentare reti di collaborazione con i piccoli albergatori e con i ristoratori del territorio – aggiunge – In questo modo potrebbe nascere un circuito virtuoso di produzione, vendita e consumo che sia realmente a km0.

Ci sono moltissimi prodotti locali che potrebbero essere valorizzati. E grazie a una sperimentazione che può partire da Rimini, poi, si può esportare questo stesso prodotto nelle altre città della Romagna e del suo entroterra. Spesso in Regione abbiamo avuto modelli che sono stati presentati come tali in Italia e nel mondo: ora possiamo continuare con un nuovo ‘patto agricolo’ intergenerazionale, con un Parco dell’agricoltura che sia in grado di andare ben oltre la semplice coltivazione di prodotti della terra, ma che faccia formazione, educazione, che crei piccole filiere». Al Green Festival il progetto sarà declinato nei suoi dettagli, a cominciare dall’analisi degli effetti economici che un’iniziativa del genere può comportare nello sviluppo del territorio. «C’è un aspetto su cui crediamo: nel mondo agricolo l’unione fa sempre la forza – conclude Alessandra Carlini – Ma deve essere qualcosa che parta dal basso, che vada a recuperare le tradizioni, che coinvolga anche chi, fino ad ora, magari non si è mai spinto a partecipare a un progetto più grande. Rimini ha l’apertura mentale e sociale per ospitare questo laboratorio sperimentale».

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