Lavoro in Romagna: mancano dirigenti e addetti con alta specializzazione

In Romagna mancano i lavoratori con alta specializzazione o i dirigenti e le aziende devono andare a cercare fuori dal territorio. È uno dei dati che emerge da uno studio che sarà presentato in un incontro organizzato a partire dalle 9,30 dalla Cisl per mercoledì mattina in Fiera per fare il punto su come sarà la Romagna nel 2030.


La ricerca

Sarà presentata in anteprima la ricerca “Atlante della Romagna – Un territorio che cambia”, svolta da Cisl Romagna, curata da Lorenzo Ciapetti per Antares e pubblicata da Edizioni Lavoro. «La ricerca parte dalla volontà di conoscere il territorio romagnolo – spiega il segretario generale Cisl Romagna, Francesco Marinelli – partendo dai dati estrapolati in vari settori: la demografia, il mercato del lavoro, le caratteristiche della forza lavoro, il welfare. Questi dati ci hanno permesso di fare delle proiezioni a lungo termine e capire quali saranno le sfide future per essere pronti ad affrontarle».


Il problema

«Grande problema in Romagna, come più volte evidenziato, è il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro». Sulla base di un’analisi condotta sulle assunzioni nella banca dati Excelsior (Unioncamere-Anpal) per gli anni 2017-2021, la forza lavoro romagnola è caratterizzata da competenze medie per il 61%, sono quindi soprattutto operai specializzati, conduttori di impianti e impiegati. Solo lo 0,10% della popolazione romagnola ha competenze alte, fortemente specializzate e adatte a ruoli dirigenziali e il 10,13% sono professionisti con alte competenze. Il 16,64% sono invece lavoratori con basse competenze o non qualificati. Le aziende romagnole, che sono in maggioranza di piccole o medie dimensioni, hanno quindi sempre più difficoltà ad assumere professionisti tecnici o lavoratori con alta specializzazione o dirigenti.


La soluzione

«Tutto questo – continua Marinelli – deve essere superato nei prossimi anni, attraverso politiche attive del lavoro che prevedano una formazione specifica e continua per i lavoratori, i quali devono poter crescere durante il loro percorso lavorativo così da specializzarsi, in modo da essere di supporto alle aziende che vogliono e devono crescere acquisendo capacità tecnologiche superiori».


Cambiamenti demografici

«Secondo la ricerca di Antares, i prossimi anni porteranno anche cambiamenti a livello demografico, specialmente nelle zone più periferiche del territorio, portando cambiamenti anche delle esigenze di welfare e servizi. Le istituzioni locali, come le organizzazioni di impesa e sindacali, devono essere pronti ad affrontare questi cambiamenti, per cercare di evitare effetti negativi e progettare politiche a lungo termine che rispondano alle future esigenze del territorio. Ma questo dovrà avvenire sempre in un’ottica comune romagnola. Perché solo così sarà possibile valorizzare appieno tutte le grandi opportunità che la Romagna offre».


Il convegno

I lavori di mercoledì saranno introdotti da Francesco Marinelli, mentre la presentazione della ricerca sarà curata da Lorenzo Ciapetti, direttore del Centro ricerche Antares. Su sfida demografica, potenziale economico romagnolo, caratteristiche del mercato del lavoro, redditi e disuguaglianze, spesa dei servizi sociali ne discuteranno in una tavola rotonda i sindaci Enzo Lattuca (Cesena), Michele De Pascale (Ravenna), Gian Luca Zattini (Forlì), Jamil Sadegholvaad (Rimini), oltre all’assessore regionale Paolo Calvano, Roberto Bozzi (presidente di Confindustria Romagna), Mario Mazzotti (presidente di Legacoop Romagna), Mauro Neri (presidente di Confcooperative Romagna), Carlo Battistini (presidente della Camera di Commercio della Romagna Forlì-Cesena Rimini), Mauro Giannattasio (segretario generale della Camera di commercio di Ravenna), Filippo Pieri (segretario generale Cisl. Concluderà il segretario confederale Cisl nazionale Ignazio Ganga. Coordinerà Ludovico Luongo (direttore Teleromagna).

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