Lavori e aria di trasloco al “Pascal” di Cesena, i docenti suggeriscono un’alternativa

CESENA. Continuità, efficienza, salvaguardia della didattica e del prestigio della scuola: ecco cosa chiedono i membri del consiglio di istituto, i docenti e il personale Ata dell’Itt “Pascal”, che la scorsa settimana hanno incontrato con famiglie e rsu i tecnici della provincia e la consigliera provinciale Monica Rossi in merito ai lavori che interesseranno l’istituto scolastico, presumibilmente per i prossimi due anni.
«Siamo stati informati dello stanziamento di 500.000 euro per lavori di sistemazione del plesso “Pascal” – spiegano alcuni docenti – La Provincia, ente gestore dell’immobile, che è di proprietà del Comune di Cesena, intenderebbe trasferire dal 1° settembre 2020 l’utenza e gli uffici, per evitare interferenze con l’impresa che vi lavorerà.

La Provincia non ha spazi sufficienti per accogliere il “Pascal” e gli oltre dieci laboratori di cui necessita l’istituto. Sono solo stati individuati spazi alternativi ma ridotti per le esigenze abbiamo. Si ipotizza la possibilità che anche l’istituto professionale “Comandini” debba stringersi molto e rinunciare a degli spazi per accogliere i ragazzi del “Pascal”, oppure che si possa usare un piano della scuola media “Plauto”, dove da settembre vi saranno diverse aule disponibili».

Chiesto rinvio di un anno

Ecco allora che alcuni docenti propongono un’alternativa. «Chiediamo che, in attesa del completamento di tutti gli iter burocratici, che secondo la Provincia potrebbero richiedere anche un anno, la scuola possa restare nella sede attuale, sfruttando gli spazi in cui già attualmente stiamo lavorando e i laboratori nei quali gli interventi di ristrutturazione che si sono svolti proprio in questi mesi sono quasi ultimati. Tutto questo consentirebbe di individuare senza fretta una soluzione che non penalizzi il “Pascal” e non costringa il “Comandini” a ridurrei propri spazi e minare la propria didattica inclusiva».

Una soluzione alternativa

Per il personale e i docenti l’ideale sarebbe quello di compiere i lavori un’ala per volta e di individuare gli spazi mancanti nelle strutture confinanti del “Pascal”, e nello specifico nelle aule che saranno disponibili alla media “Plauto”. Questa soluzione consentirebbe a tutti gli studenti di accedere agilmente ai laboratori e restare sempre in sicurezza. L’ipotesi di sedi distaccate lontane intaccherebbe la didattica laboratoriale del “Pascal” e costringerebbe gli studenti a continui spostamenti.

Laboratori ed eccellenza

Oggi infatti l’Itt cesenate possiede 13 laboratori dove gli studenti studiano e sperimentano applicazioni per il web, reti di sistemi informatici, software gestionali, automazione, domotica, robotica. È la scuola in cui è nato il primo Fab Lab d’Italia e che ha all’interno del proprio comitato tecnico scientifico tra le più grandi realtà imprenditoriali della Romagna: Trevi Soilmec, Righi Cesena, Vem, Mydev, Nuova Comega, Adecco Spa, Lpe, Camac. Inoltre, è sempre in rete con oltre 150 aziende del territorio.
Tra 47 istituti tecnologici dell’Emilia Romagna risulta al primo posto in informatica e al secondo posto in automazione per successo dei diplomati all’Università.
«Alla luce di questi risultati – concludono gli insegnanti – è fondamentale che i lavori edili di indiscussa importanza non entrino in conflitto con questo processo didattico virtuoso».

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