Davvero una brutta sorpresa per gli abitanti di Lavezzola, che tra lunedì e martedì hanno ritrovato sfregiata l’opera di Filippo Giberto realizzata per il progetto “Dalla spirale della violenza si può uscire”, un piccolo labirinto simbolico, promosso dall’associazione Caffè delle Ragazze di Conselice.

L’ipotesi è stata quella di un atto vandalico, ma è stata presa in considerazione anche la possibilità che si sia trattato di una ragazzata oppure l’azione di qualcuno con l’intenzione di fare del male a quel simbolo che il male doveva contrastarlo; non è infatti sfuggita ai più la vicinanza temporale con la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebrerà a breve, il 25 novembre.

Quel lenzuolo, disegnato come fosse una tela, era stato collocato nella parete del paese nel mese di luglio (e contemporaneamente anche a Conselice e San Patrizio) per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza di genere; era il preambolo dell’installazione di due panchine rosse proprio a Lavezzola e San Patrizio, nella giornata del 25 novembre, come fu fatto a Conselice lo scorso anno.

«L’opera faceva parte di un’ installazione con un valore particolare – commenta Giovanna Verlicchi, presidente dell’associazione Caffè delle Ragazze –. Nella giornata del 25 novembre 2018 era stato allestito un labirinto in piazza a Conselice, tra le cui transenne trovavano spazio una quindicina di queste enormi opere fluttuanti. Per noi è stato tristissimo scoprire quel taglio netto, che un po’ ricorda una ferita – aggiunge –. Il lenzuolo è già stato prelevato e inizieremo la riparazione, ricucendolo con dello filo rosso, lo stesso colore simbolico della lotta alla violenza di genere».

Tutto questo proprio a pochi giorni dalla ricorrenza con la quale ci si sofferma sul dramma della violenza e della brutalità, a cui spesso troppe donne vanno incontro. Duro lo sfogo della sindaca Paola Pula che, dopo aver elencato tutte le forme di violenza che fanno parte della nostra vita, lascia un messaggio sulla sua pagina Facebook, anche a nome della Giunta: «Deploriamo questo ultimo gesto messo in atto a Lavezzola, sia per il messaggio del professore Filippo Giberto portava, sia perché è stato leso un bene comune. Siamo rattristati che in un periodo come questo ci sia il tempo e la voglia per questi atti deplorevoli – conclude –. Invitiamo tutta la comunità ad aiutarci e a vigilare affinché queste nefandezze non accadano più».

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