Lasciato morire in auto a Lugo: nuovo processo in appello per gli amici di “Balla”

La Cassazione ha annullato la sentenza d’appello per il caso della morte di Matteo “Balla” Ballardini, il ragazzo scomparso a soli 19 anni a Lugo la notte tra la notte tra l’11 e il 12 aprile del 2017, in seguito a un’overdose di metadone e psicofarmaci. Il ricorso era stato presentato dalla Procura generale dopo la sentenza che in appello aveva riformulato le condanne per i quattro amici della vittima, che la sera precedente al decesso lo videro stare male decidendo di non chiamare i soccorsi.
I giudici dell’appello avevano ridotto le condanne, riqualificando le accuse da omicidio volontario a morte come conseguenza di altro reato: di conseguenza gli iniziali 15 anni di pena erano stati ridotti a 4 anni e 10 mesi per la 24enne Beatrice Marani (difesa dall’avvocato Fabrizio Capucci); per il 30enne brasiliano Leonardo Morara (assistito dall’avvocato Carlo Benini) la condanna a 14 anni e 2 mesi era passata ad appena un anno. Infine, 8 mesi ciascuno (con pena sospesa) per il 23enne lughese Simone Giovanni Palombo e per il 26enne marocchino Ayoub Kobabi – difesi rispettivamente dai legali Raffaele Coletta e Nicola Laghi – che erano usciti dal primo grado con poco più di 9 anni e 4 mesi a testa. Dopo la decisione della Suprema Corte, gli imputati torneranno a essere giudicati nell’ambito di un appello bis.

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