Col lampeggiante a Riccione. A processo il figlio del re delle cliniche

RICCIONE. L’antesignano di questo modo alternativo di eludere i disagi del traffico era stato Alberto Tomba. Era l’estate del ‘94 e, per superare una lunga colonna di auto in fila per raggiungere Cortina d’Ampezzo, aveva piazzato sul tetto della propria vettura un lampeggiatore blu, identico a quello in dotazione a polizia, carabinieri, vigili urbani. Idea fatta propria, nel 2016, da Alessandro Angelucci, figlio dell’onorevole di Forza Italia, proprietario dell’omonimo gruppo sanitario privato nonché editore del quotidiano “Libero” beccato contromano nei viali D’Annunzio, Dante e strade limitrofe. Bravata che ora vede il 49enne seduto sul banco degli imputati del tribunale di Rimini dove deve rispondere dell’accusa di indebito utilizzo di strumenti in dotazione alle forze di polizia.

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