La vittoria più bella di Cristiana: “Io, paziente oncologica al traguardo della Maratona di Ravenna”

Un totale di 6 ore, 20 minuti e 19 secondi: è il tempo che ci ha impiegato Cristiana Di Pietrantonio, runner del Club SuperMarathon e paziente oncologica, a tagliare il traguardo di Maratona di Ravenna, arrivando con dieci minuti di anticipo rispetto al tempo massimo imposto dalla manifestazione. Può sembrare un dettaglio in una impresa del genere, anche perché gli organizzatori della corsa avevano già dichiarato da tempo che all’esempio che voleva portare per tutti coloro che affrontano una diagnosi di tumore, ovvero che nulla è impossibile anche nella malattia, non si sarebbero applicate le regole ufficiali: ma questa è una storia di determinazione, coraggio e una buona dose di testardaggine, per cui l’atleta che per l’occasione vestiva una divisa col logo dell’Istituto Oncologico Romagnolo aveva imposto ai suoi compagni di viaggio, Liliana Farronato e Marco Mannucci, i runner che l’hanno accompagnata e sostenuta nei momenti di difficoltà, un’andatura che le permettesse di guadagnarsi la medaglia e percorrere i 42,195 km della gara entro la deadline imposta a tutti i partecipanti. Perché, come afferma la stessa Cristiana, «siamo malati, non siamo diversi».

La sfida

La sfida proposta dallo IOR a questa paziente residente a Rimini era più che altro simbolica: visto che il 2021 rappresenta un po’ l’anno della ripartenza anche per le manifestazioni sportive come “Maratona di Ravenna”, che hanno subito lo stop causato dalla pandemia, l’idea di portare una runner affetta da adenocarcinoma polmonare avrebbe donato alla manifestazione che da anni sostiene la lotta contro il cancro un ulteriore profondo significato di rinascita e di resilienza. La preparazione di Cristiana Di Pietrantonio ha reso questa iniziativa una grande festa, oltre che una dimostrazione di quanto la forza di volontà possa portare una persona al di là dei limiti fisici che una patologia seria ci impone. «Quando l’Istituto Oncologico Romagnolo mi ha proposto la Maratona di Ravenna sono rimasta prima sorpresa, poi commossa: è una corsa a cui sono molto legata ma a cui non credevo avrei mai più potuto prendere parte a causa delle mie condizioni di salute. Questa è stata la 150° volta che ho tagliato il traguardo dei 42,195 km: probabilmente sarà anche l’ultima, fino ad ora ho voluto provare a cambiare il meno possibile nella mia vita ma non è prudente per me continuare con questa passione. Domenica 14 ho tagliato il traguardo a Ravenna: due giorni dopo mi sono sottoposta alla mia 28° chemioterapia». Per questo motivo la medaglia che le ha messo al collo il Presidente di Ravenna Runners Club all’arrivo, Stefano Righini, ha un sapore molto particolare. «Ho voluto mandare un messaggio a tutti i pazienti che affrontano la mia stessa esperienza – aggiunge – si può essere malati senza dover per forza rinunciare a quello che ci fa stare bene. Per me il running è libertà e condivisione: la Maratona costa sacrifici e fatica, però che bella sensazione quando arrivi a tagliare quel traguardo lontano!».

Il futuro

Per Cristiana, chiusa questa bella avventura, è tempo di pensare al futuro. «So che per il tipo di patologia che ho le statistiche prevedono una sopravvivenza di massimo 5 anni: ne sono trascorsi uno e mezzo dalla diagnosi, peraltro giunta due giorni prima dello scoppio della pandemia in Italia. Vivrò altri tre anni? Non lo so, non mi importa: voglio farlo comunque e sempre col sorriso, come mi ha insegnato il mio papà». Una bella lezione per tutti, a partire dai runner che l’hanno accompagnata. «La malattia non cambia il nostro essere né il nostro valore – spiega Liliana Farronato – Cristiana ci ha insegnato che nessun ostacolo è insormontabile se affrontato con fiducia e speranza. Sono stata onorata di aver corso al suo fianco e di aver imparato questo atteggiamento da lei: pur nelle difficoltà insisteva per non godere di alcun trattamento speciale e raggiungere il traguardo entro il tempo massimo». Anche Marco Mannucci conferma quanto sia stata speciale questa esperienza: «Da pacer correre per gli altri è sempre stata la mia grande passione, ma questa volta abbiamo dato una mano a dare una spinta ai sogni di chi, come Cristiana, vuole continuare a vivere la propria vita al di là del tumore. Penso sia una lezione importante per tutti: possiamo cadere ma dobbiamo rialzarci ogni volta e non arrenderci mai».

La gioia dello Ior

«La bellezza di questa esperienza e dell’impresa che ha portato a termine Cristiana si commenta da sola – afferma il Direttore Generale IOR, Fabrizio Miserocchi – quando le abbiamo proposto la sfida abbiamo avuto mille remore ed accortezze, essendo consapevoli del fatto che si trattasse di uno sforzo considerevole per una paziente oncologica. Ma Cristiana ci ha sempre rassicurato: sapevamo che se una persona poteva portare a termine la “Maratona di Ravenna” al di là dell’adenocarcinoma polmonare che l’ha colpita, quella persona era lei. Ringrazio gli amici del Ravenna Runners Club per la collaborazione che ci hanno dimostrato in questo progetto e per il sostegno che non è mai mancato in questi anni: è anche grazie al loro contributo se possiamo continuare a garantire ai pazienti del territorio tutti quei servizi d’assistenza gratuiti che rendono un percorso di cura un po’ più agevole, e che fanno sentire i malati oncologici un po’ meno soli».

Ravenna Runners, premio speciale

Sulla stessa lunghezza d’onda Stefano Righini, Presidente di Ravenna Runners Club che ha voluto premiare personalmente Cristiana all’arrivo, mettendole la medaglia al collo. «La collaborazione che da anni portiamo avanti con lo IOR ci ha permesso questa volta di porre l’attenzione verso una singola persona, una runner, che si trova a dover fronteggiare un avversario terribile e che deve sentire il sostegno del suo mondo in questa sfida. Cristiana, con la sua forza di volontà incredibile, è un esempio per tutti e un insegnamento per chi pensa di arrendersi davanti alle difficoltà. La sua prova a Ravenna è stata un capolavoro assoluto di sport e umanità, di tenacia e volontà. La nostra Maratona è già di per sé un grande contenitore di storie che vanno raccontate, dalla prestazione tecnica coi record dei runner fino alle prove che mettono in risalto aspetti della nostra vita che spesso rimangono, ingiustamente, più nascosti. Cristiana è una donna talmente forte che merita le copertine e i riflettori, i grandi palcoscenici e l’applauso di tutti. Una persona così rappresenta davvero il massimo esempio di come la volontà possa avere la meglio su tutto ed aiutarci ad affrontare sempre la vita col sorriso e a fronte alta».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui