La tutela delle mura storiche secondo Italia Nostra

Le mura storiche delle nostre città: come far sì che anche in futuro, questi potenti simboli del passato continuino a essere parte fondante del paesaggio come un bene comune? Una scommessa sull’individuazione di nuove vie e nuove soluzioni per il loro restauro, la gestione, la conservazione, di cui si discute oggi dalle 9.30 nella sala convegni del Castello malatestiano nel corso dell’incontro promosso da Italia Nostra: “Mura, limes e urbe. Tutela e valorizzazione delle mura urbiche” (in diretta sulla pagina Facebook di Italia Nostra).

Saranno presenti Antonella Caroli, presidente nazionale Italia Nostra, Edoardo Croci presidente facente funzioni, Beatrice Fontaine presidente Adsi Emilia-Romagna, Luisella Pavan-Woolfe direttrice Ufficio italiano Consiglio d’Europa (in video), Federica Gonzato soprintendente per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, l’assessore regionale Mauro Filicori (in video), Conrad Mularoni, consigliere Città Murate Lions.

Massimo Bottini, presidente Italia Nostra Valmarecchia, introdurrà il convegno con la relazione “L’impegno pluridecennale di Italia Nostra a tutela delle mura urbiche”. Seguiranno gli interventi di esperti e docenti delle Università di Napoli, Firenze, Roma, Venezia, Perugia. In conclusione, Matteo Casadei e Annalisa Pozzi, Sabap Ravenna Forlì-Cesena e Rimini, presenteranno in anteprima i ritrovamenti degli scavi effettuati sotto le mura di Santarcangelo.

Varie sezioni di Italia Nostra si sono impegnate negli ultimi anni per la tutela delle mura presenti nei loro territori, tra queste le mura malatestiane di Cesena, quelle manfrediane di Faenza, le mura di Gatteo e Rimini.

Bottini, quale tipo di riflessione sarà portata avanti da questo convegno?

«L’idea di dedicare una riflessione alle mura nasce dalla constatazione, nei numerosi siti coinvolti, di criticità più o meno gravi dovute a molte cause diverse. Sono state numerose le battaglie territoriali e attività delle sezioni di Italia Nostra in proposito. Il convegno conclude la Campagna a tutela delle mura urbiche e delle fortezze indetta per le Giornate europee del patrimonio. Nel pomeriggio, in tre diversi luoghi di Santarcangelo, sono previsti altrettanti workshop su specifiche problematiche anche con l’intervento di esperti e funzionari delle varie sopraintendenze per giungere a diffondere competenze, conoscenze e saperi che portino anche alla redazione di raccomandazioni per le istituzioni che possano facilitare la sostenibilità e la tutela».

Come agire per poter consegnare questo patrimonio alle generazioni future, aprendo nuove vie e soluzioni alla gestione di questo patrimonio?

«Tra l’Ottocento e il Novecento le mura cittadine hanno cessato di essere elementi di difesa venendo spesso abbattute per consentire l’apertura di viali di circonvallazione. Le minacce indicate alle mura urbiche delle città italiane sono molteplici. Si constata come anche il Pnrr abbia completamente ignorato il sostegno alla loro manutenzione. Rimangono solo come una scenografia, ma la Convenzione europea di Faro ratificata nel 2020 le assumeva nel contesto del patrimonio identitario dell’Europa, sancendo anche per il futuro che la loro tutela sia riconosciuta come un diritto, oltre che un elemento che contrassegni una cittadinanza attiva e responsabilmente consapevole».

Come far sì che tutti tornino a «vedere» le mura che cingono ancora le città, superando «quell’indifferenza o assuefazione che le rende quasi trasparenti»?

«Non è solo un’operazione storico-architettonica, ma è volta al bene comune. È un diritto dei cittadini che la loro rigenerazione assuma i connotati di un’opera ecologica e ambientale, utile a un’economia circolare all’insegna della sostenibilità, sapendo guardare anche all’importanza di prevenire dissesti idrogeologici mediante interventi programmati e non più solo straordinari. Attorno alle mura c’è anche una biodiversità da difendere, come ad esempio i famosi capperi delle mura di Lugo, citati nelle ricette di Artusi».

Quali “paletti” verranno quindi posti per il futuro?

«Ambizione della Campagna effettuata è la redazione di una “Carta delle mura”, sul modello della “Carta di Gubbio” posta a suo tempo a difesa dei centri storici, che da Santarcangelo possa partire la più ampia diffusione di questo patrimonio seriale di conoscenze, saperi, che magari si possa prevedere anche un festival delle mura, e la pubblicazione con gli atti di questo convegno di un completo dossier che le riguardi. Come una storia antica ma di cui bisogna tornare a essere coscienti».

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