Coronavirus: solo chi lo ha provato ne può descrivere pericolosità e le complicazioni. Sia dal punto di vista del dolore fisico che mentale: per i problemi di socialità che comporta.

Una fresca e per questo significativa e bella testimonianza, in queste ore è arrivata da una insegnante che vive nella zona del Cervese Sud.

Si chiama Loredana Mennella ed ha iniziato il nuovo anno… Nel segno del Covid-19

Nel frattempo… Il Covid

«Aspettavamo di poter brindare la fine del 2020, anno lunghissimo che ha modificato il nostro modo di essere e di vivere. Proprio in quel momento qualcosa ci riporta al problema del momento, al virus detto Covid-19. Tutto il mondo parla di lui, ci ha privati a 360° di tutto, dalla semplice stretta di mano al sorriso che dobbiamo nascondere. Mia figlia risulta positiva. Ed ora cosa facciamo? Come è possibile? Perché a lei? Perché a noi?»

Per mesi anche questa famiglia ha sentito tutto sulla pandemia. Si stabiliscono mansioni e priorità per affrontare l’emergenza e creare in casa percorsi, mappe e mansioni anti contagio.

Unica consolazione è che, tutto sommato, la ragazza sta benino.

«Una sera distrutta mi sono sdraiata finalmente come premio sul divano con un malessere sospetto e un gran freddo. Da lì a pochi minuti febbre… “Aiuto” grida la mia anima: vista la quasi “mezza età”, fumatrice, mi vedevo già ricoverata».

Il male della notte

«Divento positiva anch’io: da quel giorno il Covid-19 per me è diventata la “Malattia della notte”. Perché se durante il giorno sono sempre riuscita visto la mia iperattività a fare più o meno quello che potevo e distrarmi, quando arrivava la notte mi ritrovavo sola difronte al dolore: fortissimo alle ossa, emicrania. Ti tocca fidarti del olfatto altrui e per fortuna avendo due cani mi sento sostanzialmente rassicurata anche senza poter far altro che ingoiare qualche pasticca di Tachipirina».

Il giorno ridimensiona il dolore. O almeno lascia spazio a distrazioni come provarsi febbre, pressione, saturazione. Disinfettarsi e disinfettare.

«Ho l’impressione ancora oggi che la gente creda che contrarre il Covid sia una cosa da nascondere per paura di essere additati o messi da parte. Ma il Covid-19 non scherza, è subdolo e invisibile non viene preannunciato arriva e basta e ti piega letteralmente in due. Voglio dirvi che bisogna essere “positivi”: affrontare questo virus con coraggio. Inizialmente viene lo sconfortomabisogna guardare il bicchiere mezzo pieno e credetemi non vedrò l’ora di svuotarlo per poter brindare alla mia “negatività».

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