La street dance romagnola chiede visibilità, spazio e sostegno

RICCIONE. Quanto sta accadendo alla danza “mainstream” classica e contemporanea, sta succedendo alla danza più underground, street dance e hip hop, costrette alla medesima “ingabbiatura”, e a dover risolvere problemi impellenti. Non ultimo la formazione, problema questo legato a un settore frammentario che va riorganizzato.
Street dance
La danza “di strada”, figlia di una cultura suburbana degli anni 70 connaturata al mondo hip hop, è una nicchia oggi seguita da oltre 150mila ragazzi dediti a corsi; lezioni che, dalla prima break dance, si sono via via arricchite di svariati stili, complice una naturale duttilità ai cambiamenti che rende l’hip hop in rapida e continua evoluzione.
Lezioni virali
Alla chiusura dei contatti in carne e ossa, Gabrio Di Benedetto, 25 anni, e Veronica Migani, ventenne di Riccione, hanno risposto inaugurando su Instagram la community Lezioni virali.
«Già l’8 marzo Lezioni virali era attiva – ricorda Gabrio –: è un’iniziativa no profit, zona franca in cui si sono riunite tutte le realtà della danza urbana e coreografica, per la prima volta insieme. Più di 11mila e 200 i follower».
Hip hop riccionese
Veronica, dopo anni di danza classica e contemporanea, si è “convertita” all’hip hop alla scuola Aga di Riccione. Da un anno è stata ammessa nel Nough Project romano dei ballerini coreografi Alessandro Steri-Filippo Ranaldi. Quest’ultimo, già coreografo di XFactor, ha ballato nel tour di Laura Pausini e a Sanremo 2017 fu la scimmia di Occidentali’s Karma di Gabbani.
«È una bella opportunità formativa – dice Veronica –; ci ritroviamo una volta al mese per studiare ed esercitarci negli stili dell’hip hop coreografico facendo spettacoli. Frequento l’università ma la considero un piano B; tutto ciò che guadagno, compresi i compensi di cameriera al Peter Pan, li investo nella danza».
“The week” a Cesenatico
Fra gli eventi italiani di rilievo c’è The week, settimana internazionale di hip hop free style. I promotori sono convinti che questo stop imposto dall’emergenza potrà favorire una necessaria selezione fra i troppi convinti di essere professionisti senza avere maturato una accurata formazione. Dal 2009 “The week” si svolge a Cesenatico d’estate con la partecipazione di almeno un migliaio di giovanissimi concorrenti a ogni edizione, con gare e lezioni dei migliori maestri.
La 13ª edizione prevista a luglio è per il momento sospesa, ma gli organizzatori sono convinti di poter tornare «prima della fine dell’estate, perché – dicono – le difficoltà della vita sono intrinseche alla cultura di strada».
Buzzi e Di Pasqua
Fra gli ideatori di “The week” ci sono due maestri romagnoli affermati come Cristiano “Kris” Buzzi di Ravenna, già docente di Amici, e il cesenate Denis Di Pasqua organizzatore di eventi-spettacolo per Red Bull, oltre al portavoce rodigino Andrea Trombini.
«La danza andava salvata prima», è l’appello critico postato su Facebook in aprile da Kris, relativo al proliferare selvaggio di corsi e scuole hip hop, di maestri che ottengono il diploma in un fine settimana, di ballerini sottopagati in teatro come in tv. Situazioni queste diffuse, come si è visto, in tutto il mondo della danza italiana.
Dance plus
Per fare fronte a una selezione più accurata di ballerini e maestri, favorendo una comprensione del mondo hip hop al pubblico, “The week” ha appena creato la nuova struttura “Dance plus” nata il 15 maggio: «Vogliamo elevare il mondo della street dance e fare più chiarezza; dare un plus a ballerini meritevoli attraverso contratti di lavoro, unire gli eventi italiani migliori per fare sistema, regolare finalmente il mondo della street dance italiana, e aiutare gli spettatori a comprendere più a fondo questo nostro affascinante mondo».

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