La storia degli uomini che piantavano gli alberi

Una mostra per festeggiare i 200 anni del Corpo Forestale dello Stato. Fino al 21 novembre a Bologna, nella Biblioteca San Giorgio in Poggiale, è aperta a tutti “Gli uomini che piantavano gli alberi”, l’esposizione fotografica sulla trasformazione del paesaggio dell’Appennino, alla quale si accompagna un intenso programma di conferenze ed escursioni.

Un compleanno importante, che celebra le molte generazioni di uomini e donne che, “piantavano alberi” e hanno scritto la storia del nostro Paese, tratteggiandone il profilo attraverso le sistemazioni dei versanti, la cura dei vivai, le grandi opere di rimboschimento e la conservazione delle foreste. Sin dal 1822, quando fu fondato come Amministrazione forestale per la custodia e la tutela dei boschi del Regno di Sardegna, il Corpo Forestale dello Stato, oggi Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, accompagna la vita e il lavoro delle popolazioni rurali, prendendosi cura di una risorsa vitale per il Pianeta. Le foreste coprono un terzo delle terre emerse, svolgendo funzioni fondamentali. Circa 1,6 miliardi di persone dipendono dalle foreste per mezzi di sussistenza, medicine, carburante, cibo e riparo, legna per l’industria e produzione di energia. In Italia più di un terzo (36,7%) del territorio è ricoperto da foreste. La superficie forestale è pari a 11.054.458 ettari e il volume complessivo dei boschi italiani supera quota 1,5 miliardi di metri cubi.

Sono gli ecosistemi più diversificati biologicamente sulla terra, ospitando oltre l’80% delle specie terrestri di animali, piante e insetti. E sono una formidabile macchina mangia carbonio, che catturano dall’atmosfera e immagazzinano nelle proprie fibre.

Le foreste e la loro gestione sono fondamentali per contrastare i cambiamenti climatici, ridurre i rischi legati ai disastri naturali e alla diffusione di malattie, contribuendo alla prosperità delle generazioni attuali e future. Tutti dati che rendono ancora più evidente l’importanza di celebrare chi, nel tempo, è stato custode prezioso di questo inestimabile patrimonio verde.

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